I numeri parlano chiaro: il Teatro Gesualdo funziona

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Teatro Gesualdo, il Cda

“In maniera sintetica, ma spero esaustiva, vi sarà illustrata l’attività del Teatro comunale, con particolare riferimento agli ultimi 5 anni, gli anni della mia gestione”. Ha esordito con queste parole Luca Cipriano, presidente del Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino, chiamato a relazionare in consiglio comunale. Di seguito pubblichiamo la relazione integrale. Il consiglio ha ribadito piena fiducia nell’operato del presidente Cipriano e del cda. E ci mancherebbe altro, aggiungiamo noi, visti i numeri che sono tutti dalla parte dell’operato di questa gestione.

Di seguito, dunque, la relazione di Cipriano.

 

Prima di entrare nel merito, ritengo opportuno ringraziare il Sindaco Paolo Foti, che ci ha affidato la responsabilità della gestione del nostro Teatro comunale e che ha seguito personalmente le fasi più delicate della vicenda amministrativa che sta toccando il Gesualdo in questi mesi,

 

Unitamente saluto e ringrazio dell’impegno profuso gli assessori Iannaccone, Iaverone, Mele, nonché il Segretario generale Feola, al quale è stata affidata da poco la funzione di dirigente dell’Istituzione Teatro.

 

Il lavoro che presenterò è frutto di una grande sinergia di squadra.

Un progetto che vede lavorare all’unisono l’intero cda, con i maestri Salvatore Gebbia e Carmine Santaniello che saluto e ringrazio della fiducia e della passione dedicate al Teatro.

 

Allo stesso modo desidero ringraziare il manager ed il personale dell’ACS per l’aiuto fondamentale nelle attività di custodia, guardiania e pulizia del Teatro, nonché l’intero staff del Carlo Gesualdo per il senso di responsabilità ed il convinto sostegno ad ogni nostro progetto messo in cantiere, ed in particolare il direttore Dario Bavaro ed il funzionario Riccardo Cannavale senza il cui impegno costante ed appassionato quanto raggiunto non sarebbe stato possibile.

Rivolgo apprezzamento e profonda gratitudine al Teatro Pubblico Campano, storico partner artistico dall’anno di apertura del Carlo Gesualdo, così come ai presidenti che mi hanno preceduto nei 15 anni di vita del nostro teatro: Eugenio Ottieri, Gennaro Iannarone, MariaGrazia Cataldi.

Infine ritengo opportuno e doveroso, in questa sede, citare e ringraziare quanti dalla società civile in queste settimane hanno voluto esprimere sostegno e vicinanza all’attività del Teatro Gesualdo.

Ringrazio i circa 300 cittadini che hanno voluto firmare una petizione di sostegno promossa dal direttore Gianni Festa sul Quotidiano del Sud, nonché tutto il mondo dell’informazione per aver sempre raccontato con lucida analisi giornalistica gli avvenimenti riferiti al Gesualdo.

Ringrazio altresì tutte le associazioni, il mondo dell’impresa, delle Istituzioni, delle professioni che hanno sostenuto pubblicamente il teatro in questi mesi, confermando il grande radicamento che il Carlo Gesualdo ha ormai consolidato nel tessuto civile, culturale ed economico irpino.

  

CONCLUSIONI

 

Nel merito delle notizie apparse sulla stampa, delle evidenziazioni del Segretario Generale e di due dipendenti comunali, corre l’obbligo di ribadire ancora una volta, in questa sede, che l’Istituzione Teatro ha puntualmente e dettagliatamente risposto ad ogni richiesta pervenuta, chiarendo inequivocabilmente (e con dati e leggi alla mano) quanto richiesto, con particolare riferimento all’Albo Pretorio on line, l’Agente contabile, l’applicazione del D.Lgs 33/2013 in materia di trasparenza, l’attività ed il sistema contabile, la fatturazione elettronica, i bilanci, i contratti di servizio.

 

Tutte queste puntuali informazioni sono contenute nelle relazioni ufficiali che l’Istituzione ha prodotto in questi mesi a favore del sindaco e del segretario generale.

 

Relazioni che, ad ogni buon fine, consegno adesso anche al Presidente perché possano essere acquisite agli atti della seduta e che dimostrano inequivocabilmente la bontà e correttezza dell’operatore dell’Istituzione. Relazioni che l’Amministrazione ha in questi mesi acquisito senza mai opporre gravi rilievi o sostanziali obiezioni di sorta.

 

Come noto in questi mesi il segretario generale dott. Feola, su mandato del sindaco, ha predisposto quindi una attenta, dettagliata e capillare analisi ispettiva sull’attività amministrativa e gestionale dell’Istituzione Teatro.

 

Tale analisi, terminata sostanzialmente ad inizio del febbraio 2016, ha prodotto una oggettiva e corretta fotografia dello stato di salute attuale dell’Istituzione Teatro, evidenziandone alcune risolvibili criticità, ma determinando – e cito testualmente – la conclusione che “…si ritiene di poter valutare positivamente l’attività amministrativa, contabile e di bilancio comprovata dai documenti ispezionati. In particolare si evidenzia l’assenza di gestioni extracontabili e quindi si riconosce che il bilancio dell’Istituzione è conforme ai principi dell’integrità e veridicità in quanto tutte le voci contabili esposte risultano fedeli alle movimentazioni contabili ispezionate”.

 

Un passaggio fondamentale, che dovrebbe rappresentare per tutti garanzia di obiettività e mettere la parola fine a questo inutile caos amministrativo generato irresponsabilmente da qualcuno.

Caos amministrativo che, in ogni caso, riteniamo opportuno segnalare agli organismi competenti per le valutazioni del caso e quindi al segretario generale, collegio dei revisori dei conti, Oiv, Ministero della funzione pubblica.

 

Pertanto, sulla scorta di quanto ho finora illustrato, Vi riassumo i punti nodali della vicenda.

 

  1. Il Presidente, il Cda e il Direttore dell’Istituzione hanno sempre operato nel pieno rispetto delle proprie funzioni, in stretta ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento per il funzionamento dell’Istituzione Teatro.

Tale Regolamento è stato, e rimane, lo strumento cardine nel rapporto con il Comune di Avellino.

  1. Gli atti amministrativi e contabili previsti dal Regolamento sono stati puntualmente sottoposti al vaglio del Sindaco, della Giunta, del Consiglio Comunale previo parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, del Dirigente di riferimento del Settore Cultura, del Dirigente del Settore Finanze.

Dall’atto del nostro insediamento mai alcun rilievo formale è stato eccepito al lavoro degli scriventi. Nessuna specifica direttiva è stata impartita e violata. Nessuna contestazione è stata indirizzata al nostro operato.

Tutti i documenti risultano puntualmente approvati ed esecutivi, con conseguente ed inequivocabile valore autorizzatorio alla spesa.

Ogni passaggio in capo all’Istituzione Teatro è stato eseguito con diligenza e correttezza.

Su questo punto i documenti prodotti non lasciano spazio ad equivoci di sorta e non è possibile ammettere ipotesi o sterili discussioni accademiche.  

 

  1. La formula giuridico/gestionale dell’Istituzione è stata individuata dal Consiglio Comunale nel 1999, regolamentata dallo stesso nel 2002 e resa operativa nel 2003, dopo una breve ed inefficace sperimentazione di gestione diretta, quale migliore strumento utile a garantire la funzionalità del Teatro.

Tale formula riconosce nell’autonomia gestionale e amministrativa i pilastri fondamentali del proprio essere, puntando a fornire il Comune di un “braccio” operativo più autonomo, snello, veloce e leggero rispetto alla burocrazia comunale, pur nel pieno rispetto dei principi generali enunciati dal Tuel.

Ogni diversa interpretazione che miri a restringere o limitare tale principio di autonomia gestionale finisce, di fatto, per minare alla radice il senso stesso per cui l’Istituzione opera. E’ quindi opportuno ricordare, in tal senso, che solo ed esclusivamente il Consiglio Comunale può deliberare la cessazione o modifica dello status giuridico dell’Istituzione a favore di altre e diverse formule gestionali.

In mancanza di tale esplicita deliberazione, l’Istituzione deve continuare ad operare secondo i principi e il Regolamento che l’hanno costituita.

 

  1. In materia di trasparenza e anticorruzione, apposito quesito indirizzato all’ANAC ha evidenziato senza alcun margine di dubbio che l’Istituzione è un “Ente pubblico non economico locale” sottoposto ai dettami del D.Lgs 33/2013.

In tal senso l’Istituzione ha ottemperato ad ogni obbligo di propria competenza da quando il Comune di Avellino ne ha effettuato formale richiesta.

 

 

  1. In riferimento al personale amministrativo in servizio presso l’Istituzione Teatro gioverà ricordare che (da anni) trattasi di sole tre unità (n.01 funzionario categoria D full time, n.01 funzionario categoria D part time 50% a tempo determinato, n.01 dipendente categoria C full time) del tutto insufficienti all’espletamento, anche parziale, delle attività in essere collegate ai programmi artistici, didattici e culturali attivati da questo Cda. Reiterate richieste di trasferimento di ulteriore personale sono state nel tempo inoltrate al Comune di Avellino, senza ottenere mai alcuna risposta. E’ quindi del tutto evidente che un Teatro come il “Gesualdo” – il 14esimo teatro in Italia per grandezza – per importanza della programmazione proposta al pubblico e per le necessarie procedure gestionali connesse deve far ricorso all’affidamento dei relativi servizi. Trattasi sempre di contratti di servizio, il più delle volte caratterizzati da specifiche e non facilmente reperibili professionalità dello spettacolo, e mai di generiche e costose “consulenze” come pure spesso strumentalmente viene enunciato in sedi politiche/amministrative.

 

  1. Il ruolo di supporto, vigilanza e controllo del Comune di Avellino e, nello specifico, del Settore Cultura è stato quantomeno “discontinuo” e “disomogeneo”, se non “incostante” e “contradditorio” in più occasioni. Ad esempio, torna utile ricordare in questa sede che il medesimo Dirigente del Settore Cultura ha, negli anni, puntualmente proceduto all’impegno e liquidazione (in dodicesimi e a saldo) delle somme (anche diverse di anno in anno) assegnate dai rispettivi Bilanci Previsionali a favore dell’Istituzione Teatro senza mai eccepire alcun rilievo, come invece accaduto improvvisamente nel dicembre 2015 in relazione al Previsionale 2015. E nulla c’entrano, nel merito, i principi della contabilità armonizzata entrata in vigore di recente.

Alcun confronto costruttivo è stato possibile attivare nel tempo con il Settore Cultura e il Suo staff in merito all’operato dell’Istituzione.

Nessuna collaborazione è stata offerta all’Istituzione in relazione, ad esempio, al trasporto a teatro degli allievi delle scuole dell’obbligo per assistere agli spettacoli della Rassegna di “Teatro Ragazzi”, servizio sempre garantito dagli ScuolaBus del Comune ed improvvisamente interrotto dal Settore Cultura nel 2012, costringendo l’Istituzione a sostenere ulteriori costi di trasporto.

Nessuna collaborazione è stata offerta all’Istituzione dal Settore Cultura in merito alle gravi problematiche di manutenzione straordinaria dell’immobile teatro, di esclusiva competenza del Comune di Avellino e che pure hanno messo, e mettono, a rischio il regolare svolgimento delle attività, nonché la pubblica e privata incolumità.

Nessun aiuto è stato offerto all’Istituzione in merito alle numerose e gravi problematiche di accesso al Teatro da Piazza Castello, interessata come noto da complessi lavori di riqualificazione.

Anche in questo caso, il “silenzio” del Comune – e nello specifico del Settore Cultura – è stata la strategia prescelta.

Anche in questo caso, l’Istituzione Teatro ha dovuto “risolvere” o “tamponare” in autonomia le numerose problematiche emerse in questi anni.

Autonomia che sembra essere invocata a gran voce quando trattasi di risolvere problemi, mentre messa in discussione quando trattasi di produrre “dossier” e “analisi” sull’operato del Teatro.

 

  1. Proprio in riferimento alle problematiche inerenti l’accesso al Teatro dal cantiere di Piazza Castello, si ricorda che più volte l’Istituzione ha richiesto (senza esito alcuno) l’intervento del Comune onde garantire le condizioni minime indispensabili al regolare carico/scarico in teatro dei materiali di scena.

In mancanza di risposta dal Comune, l’Istituzione ha responsabilmente dovuto reperire fondi straordinari nei propri Bilanci dal 2012 ad oggi onde evitare di bloccare l’attività artistica.

Tali importi ammontano ad oggi ad euro 42.128,40 iva inclusa e sono destinati ulteriormente a crescere considerati i trasbordi necessari e indispensabili a terminare la programmazione teatrale in corso (orientativamente altri 10.000 euro fino a giungo 2016).

Si richiede di provvedere con la massima sollecitudine al rimborso a favore dell’Istituzione di tali importi.

 

  1. Urge immediatamente conoscere le determinazioni del Comune di Avellino in merito agli stanziamenti regolarmente approvati ed autorizzati dal Bilancio Previsionale 2015 e non ancora erogati sul capitolo 759.1 del Settore Cultura per circa euro 70mila.

Il ritardo nell’erogazione di tali fondi, unitamente al grave ritardo accumulato dalla Regione Campania dall’anno 2012 al 2015 nel trasferire contributi assegnati e accertati per euro 450.612.24 – ai quali si deve aggiungere il contributo regionale 2015 ancora da accertare per circa 250mila euro, per un totale di crediti pari ad oltre 700mila euromette a serio rischio la situazione di cassa del Teatro.

Allo scopo si segnala che l’Istituzione Teatro ha sempre regolarmente rispettato il principio di pareggio di bilancio come da Regolamento e Statuto comunale.

In relazione al redigendo Consuntivo 2015 si evidenzia, nuovamente, che il mancato trasferimento dei fondi assegnati dal Comune per l’annualità 2015 non consentirà all’Istituzione di conseguire il pareggio di bilancio per l’anno 2015.

 

  1. Urge conoscere immediatamente, con chiarezza e senza margine di dubbio, l’importo che il Comune di Avellino intende trasferire all’Istituzione Teatro nell’anno 2016 e per il triennio 2016-2018, onde consentire alla stessa di attivare la necessaria ed indispensabile azione di programmazione amministrativa, artistica, didattica e gestionale propria delle funzioni assegnate.

Allo scopo è utile ricordare nuovamente che importanti e gravi ritardi si stanno accumulando in tal senso, mettendo a rischio il regolare prosieguo della programmazione artistica del “Carlo Gesualdo”.

   

 Arrivo alle conclusioni.

 

Obiettivo di questa mia relazione è stato portare a conoscenza di giunta e consiglio (e quindi della città di Avellino) luci ed ombre nell’attività del teatro Gesualdo.

 

Non siamo perfetti, non lo siamo mai stati e mai lo saremo.

Molto si deve ancora fare, molto si poteva fare diversamente e sicuramente anche meglio.

Siamo aperti ad ogni suggerimento costruttivo, ad ogni aiuto e indicazione mirati a consolidare il lavoro del Teatro, a modificare –  migliorandolo – il nostro operato.

 

Ma su un punto siamo fermi e convinti.

Siamo appassionati, fortemente appassionati del lavoro che il sindaco ci ha affidato in questi anni.

Ed è un lavoro non facile, non scontato, dove si gestiscono ogni giorno problemi e non il potere inteso come esercizio di spicciola clientela.

Il cda ed io abbiamo lavorato duramente per costruire un progetto che avesse autorevolezza, prestigio, prospettiva.

Abbiamo restituito al Gesualdo la dimensione che merita, quella di un grande teatro di caratura nazionale, in grado di attirare pubblico da tutta la regione Campania e di dimostrare alla città di Avellino e all’Irpinia che anche in queste terre così difficili nascono e crescono progetti di qualità, progetti che riescono, progetti che funzionano.

 

E’ questo il punto nodale di tutta la vicenda.

E’ questa la riflessione cardine che sottopongo a Voi consiglieri.

 

Il Teatro Carlo Gesualdo è un miracolo, uno straordinario miracolo nella città dove troppe cose non piacciono, non funzionano, non sono accettate, sono criticate, spesso – troppo spesso – anche strumentalmente.

Il Teatro, invece, è un patrimonio insito nel dna degli avellinesi, amato dal suo pubblico, rispettato e ammirato per il ruolo civile, sociale e culturale che esercita.

 

E’ il miracolo di una comunità che ha saputo ritrovarsi e stringersi attorno ad un’idea, un’idea maturata ormai 30 anni fa, un’idea visionaria e folle al suo tempo, che metteva la cultura al centro di un grande e strategico progetto di rinascita della città.

 

Un’idea che metteva urbanisticamente al centro di Avellino, nel cuore del centro storico di Avellino, l’edificio più grande e rappresentativo dell’architettura contemporanea in città.

 

Non è un caso che il Teatro sia stato costruito dov’è.

 

Non è un caso che il Teatro, il Conservatorio, la Cattedrale, il Palazzo Victor Hugo, il reticolato artistico delle chiese, la torre dell’orologio, i cunicoli longombardi, il palazzo della Dogana… il passato e il futuro della nostra comunità, si intreccino nelle piazze, nelle strade e nei vicoli del centro storico uniti da un comune afflato, da un solo obiettivo: fare della cultura e della storia un volano di sviluppo, di economia, di orgoglio per la nostra città.

 

Orgoglio, un’altra parola – cari consiglieri –  che desidero rimarcare stasera.

 

Siamo molto orgogliosi, sono molto orgoglioso, del lavoro svolto per Avellino alla guida del Teatro Gesualdo.

Ma più di tutto, più di tutti, sono gli avellinesi ad essere orgogliosi del Teatro Gesualdo, del loro teatro.

 

I numeri da record di presenze, di abbonamenti, di biglietti registrati negli ultimi anni al teatro sono la più preziosa conquista di Avellino e per Avellino.

Sono il “capitale di dotazione” del teatro Gesualdo, il “capitale umano” che ha trasformato in questi 15 anni una sfida in un successo, un’idea in un fatto.

Ed è di fatti che vi ho parlato stasera, di fatti concreti, oggettivi, lontani dalle logiche oscure e mediocri della politica da sottoscala che pure qualcuno esercita con disinvolta arroganza.

 

Vi ho parlato di un teatro che va protetto, aiutato, sostenuto, incentivato. E questo è un fatto.

 

Vi ho descritto un equilibrio tanto vero quanto fragile, tanto onesto quanto precario.

Un equilibrio da rispettare, non da minare con attacchi strumentali, sgambetti sleali e giochetti di becero ostruzionismo amministrativo.

 

Il Teatro Gesualdo non è di questo cda, non è di luca cipriano né di nessuno di Voi seduti in quest’aula.

Il teatro è un bene superiore alle nostre storie, alle nostre esperienze politiche, ai nostri destini.

 

Se quindi il problema era il rispetto delle regole, Vi ho chiarito con esattezza cosa è accaduto. Di fatto nulla. Nessuna nostra violazione, nessuna gestione allegra, nessuna zona franca da atti e procedure amministrative corrette e trasparenti.

 

Se il problema è il volersi riappropriare da parte del Consiglio, dell’Amministrazione tutta, di un ruolo di indirizzo, di supporto, di suggerimento allora ben venga questo consiglio comunale e tutte le indicazioni che ne scaturiranno con onestà e lealtà.

 

Se invece il problema sono le persone, i nomi, le storie di chi con passione e sacrificio sta dedicando tempo prezioso della propria vita alla nostra Avellino, allora si abbia almeno il coraggio e la dignità di dirlo chiaramente, alla luce del sole.

 

Se, infine, i risultati di questi 5 anni alla guida del Teatro Gesualdo non sono serviti a meritare la vostra fiducia, la fiducia del sindaco, della giunta e del consiglio

 

se non potremo operare da domani con un mandato pieno ed incondizionato, basato su una serena e leale valutazione di quanto costruito e raccolto con fatica negli anni,

 

se tutto questo non dovesse esserci, allora i protagonisti di questo cda cederanno senza esitare e senza dubbio alcuno il posto a nuovi attori di un copione tutto da scrivere.

 

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