Il food marketing del “Pastificio dei Campi” di Gragnano

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La pasta artigianale del Pastificio dei Campi di Gragnano, che conserva il buon sapore del sano grano dorato essiccato al sole e con una consistenza, un sapore e una tenuta di cottura unica, è un innovativo prodotto certificato, tipico del made in Italy che affonda le radici nell’antica famiglia di pastai Di Martino ma che ha abbracciato la tecnologia e l’uso dei social media e delle nuove forme di comunicazione. Ridisegna il mercato della pasta, introducendo una nuova filosofia legata al modo di fare la pasta: miglior grano, migliore macinazione, miglior lavorazione per ottenere la “miglior pasta”.
Da un lato si caratterizza per l’antica tradizione dell’acqua di Gragnano, del telaio in legno, del prosciugamento lento e a bassa temperatura, e della trafilatura al bronzo che conferisce alla pasta quella giusta ruvidezza che ne permette di assorbire il condimento e renderla più gustosa.
Ma dall’altro lato, ripensa tutta la filiera di produzione, ponendo al centro dell’universo del brand Pastificio dei Campi, il consumatore. Con l’idea artigianale di controllare tutti i processi si rende disponibile grazie alla tecnologia, la tracciabilità, valorizzando la bontà e la sicurezza alimentare per il consumatore finale e dando valore anche al lavoro del contadino, secondo le più antiche tradizioni. Grazie al Total Tracking System (TTS), inserendo il formato di pasta e la data di scadenza del prodotto, Google Maps ti trascina sul campo dove è iniziata tutta la produzione.
Il packaging delle confezioni di pasta oltre a conferire robustezza e trasparenza per conservare intatta la bontà della pasta, risponde alle esigenze di logistica e di responsabilità sociale d’impresa, cercando di contenere le emissioni di biossido di carbonio e rendere facile il trasporto. Le scatole a forma di cubo variano per dimensione ed hanno una fascetta personalizzata con il nome del formato di pasta e svolge anche il ruolo di sigillo di garanzia.
La forma cubica oltre ad agevolare la logistica e l’esposizione in negozio, è pensata per raccontare la storia di quel pacco di pasta attraverso le foto sulle sue sei “facce”, ponendo l’attenzione sui valori immateriali per rendere il prodotto unico. La tracciabilità quindi diventa anche storytelling sulle confezioni della pasta.
Il materiale scelto per le scatole è la carta per far sì che la pasta possa traspirare ed evitare che si formino condense e successive muffe. Infine l’imballaggio è realizzato a mano ed ogni singola confezione viene riempita manualmente per il rispetto della massima attenzione.
I colori del packaging, inoltre hanno una forte valenza territoriale: il rosso e nero ricordano la lava e la cenere del Vesuvio.
Nel 2013 il Pastificio dei Campi ha inaugurato anche una splendida cucina in cui si organizzano eventi con chef di rilievo e dove si testano i formati di Pasta di Gragnano IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Un canale YouTube dedicato ti trasporta direttamente sui campi da dove tutto ha inizio, a contatto con la natura e con le spighe dorate, e con gli artefici del raccolto del grano duro e con il patron Giuseppe Di Martino.
Due i blog: “Mafaldina” che narra del pastificio di Gragnano, della sua storia, dei suoi prodotti e formati, delle ricette e cerca di alimentare un network di buongustai ed amanti della pasta con cui discutere e scambiare opinioni sul mondo della pasta e della cucina italiana. E “Linguina”, originaria di Gragnano, ma che ha vissuto a Londra e che con il suo blog in inglese, fa conoscere le eccellenze e le tradizioni italiane.
Inoltre, sulla pagina Facebook e su Twitter, in 140 caratteri, si possono leggere tutte le segnalazioni della “food blogger” Mafaldina dei Campi, per gli amici Mafaldina.
Nel 2015 Pastificio dei Campi ha lanciato anche l’hashtag #indovinachivieneacena associato al format ideato da Giuseppe Di Martino per valorizzare la cultura della pasta di Gragnano nel mondo e sperimentare nuovi primi piatti ed abbinamenti. Una volta al mese un giovane chef a sorpresa, appartenente all’associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, era invitato nella cucina del pastificio a cucinare insieme allo chef stellato dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense che curava il progetto, Giuseppe Guida.
Non può mancare neanche la pagina facebook dedicata al Pastificio dei Campi.
Ed oltre ai canali di vendita tradizionali (enoteche, piccoli distributori, alcuni ristoranti italiani), si è scelto anche il commercio elettronico. Sul sito c’è una sezione dedicata all’e-shop in cui poter scegliere confezioni di assaggio o personalizzate in base ai formati preferiti per chi conosce già le bontà del Pastificio dei Campi, un kit per gli appassionati di spaghetti e confezioni regalo per le feste.
Infine, Pastificio dei Campi ha coinvolto la propria community digitale nel redesign di un formato di pasta ideato dal food design Mauro Olivieri, ricevendo anche la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI Design Index. La community è stata coinvolta per decretare il nome del nuovo formato di pasta che ricorda un pacchero ma che si restringe al centro assumendo la forma di un otto dal diametro diverso: “campotti”.
Come dice il grande chef ed imprenditore Alain Ducasse: “È una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano”.

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