Gli appalti comunali (+85%) volano senza patto di stabilità

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Edilizia

Senza patto di stabilità volano (+85%) gli appalti comunali. Si passa da 704 a 1.308 milioni. In altre parole, la crescita del mercato è data tutta dall’accelerazione comunale che assorbe anche il calo delle altre stazioni appaltanti. Secondo Il Sole 24 Ore, l’accelerazione del mercato degli appalti è stata molto forte a gennaio, mentre il dato di febbraio è per i comuni sostanzialmente stazionario (-1%) rispetto a un 2015 che era già in forte crescita. Insieme ai comuni, nel primo bimestre, crescono il settore dell’edilizia abitativa (+143%) che è tornata a essere una criticità sociale da affrontare prioritariamente soprattutto a livello regionale e locale, le ferrovie (+57°/o) che però nei primi mesi dell’anno presentano valori assoluti piuttosto contenuti, le Regioni (+17%). Vanno molto male, invece, gli enti di previdenza (-97%), l’Anas (-74%) e le aziende speciali (-56%) che in parte mitigano il dato comunale, essendo comprese fra queste anche molte ex municipalizzate. Un dato forte che emerge dallo studio è quello sulla ripartizione territoriale dei bandi che premia fortemente il nord ovest (+92%) e il nordest (+90%), mentre penalizza fortemente il sud continentale (-37%) e le isole (-51%), con il centro che cresce del 27%. Il dato del Sud ha certamente una propria spiegazione nel fatto che le Regioni meridionali sono state quelle maggiormente impegnate nel 2015 nella spesa dei fondi strutturali Ue della programmazione 2007-2015, con il raggiungimento dei target imposti da Bruxelles per il completamento del ciclo. Si giustifica, quindi, dopo la grande corsa, una pausa per riprendere fiato e prima di mettere in programmazione nuove opere.

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