Il Carro di Fontanarosa nel video degli studenti del “Prisco”

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Il carro di Fontanarosa

Il Carro di Fontanarosa protagonista con l’istituto comprensivo “L. Di Prisco” nel concorso nazionale “Adotta un monumento”. La classe II A ha infatti realizzato un video (proposto in basso) sulla storia del noto obelisco di paglia, una struttura di legno ricoperta di pannelli che richiama i carri pieni di primizie donati in passato in onore della divinità, come segno di adorazione e preghiera per un buon raccolto. Una tradizione, sottolineano nel video i ragazzi, di cui si trovano tracce già nella Genesi, dove si afferma che “Abele offriva al Signore i primi nati del suo gregge (Gen. 4,3)”. E, nella Festa dei Tabernacoli, gli Ebrei, in ringraziamento a Dio, offrivano le primizie dei lavori (Esodo 23,16). Come gli Ebrei, anche i popoli pagani praticavano questo rito. Presso i Romani, poi, vigeva un culto particolare al Dio Pale e alla dea Cerere. Col passaggio dal culto pagano a quello cristiano, il rito propiziatorio dell’offerta si mutò in atto di ringraziamento per il buon raccolto e di adorazione alla divinità, da cui ci si aspettava qualche favore o grazia per sé e per i propri cari vivi e defunti. Una tradizione iniziata due secoli fa dagli stessi abitanti del paese che ogni anno si tramanda di generazione in generazione tanto da erigere un museo in suo onore.

“Non  si tratta soltanto di artigianato: da circa un secolo e mezzo, si è tramandata quest’arte di intrecciare la paglia inumidita, in modo da ottenere trecce e bastoncini, che, cuciti insieme e alternati, danno luogo a colonne, capitelli, guglie, foglie, manti di ogni forma e proporzione, secondo un disegno prestabilito. Il  tutto ben fissato su telai di legno per assicurarne la stabilità e la durata”, sottolineano i ragazzi, coordinati nella sfida dal professore Gianpiero Mustone. Michael Cappuccio, Mario Cefalo, Erica Cerundolo, Lisa Coviello, Francesco Caruso, Rosa Del Grosso, Nicola Fucci, Maria Gambino, Alessio Iovanna, Virginia Renna, Viviana Rubino, Angela Scala e Roberto Zollo sono i nomi dei protagonisti, affascinati dal Carro di Fontanarosa che racconta una straordinaria storia popolare che ruota intorno la figura di un falegname locale. Giuseppe Martini progettava obelischi in legno e aveva due figli che, pian piano, impararono il suo mestiere, costruendo il primo Carro di stile Gotico. Con il passare degli anni il Carro è diventato sempre più alto e imponente, come si può ammirare ogni 14 agosto. Il monumento riveste due significati molto importanti per il popolo di Fontanarosa: il primo è strettamente religioso e affidato alla Madonna della Misericordia; il secondo è invece folkloristico e riconducibile alla grande festa e le iniziative che si rinnovano ogni anno. “La ricaduta didattica non è solo di tipo nozionistica ma anche  pragmatica, in quanto è stato realizzato un compito di realtà, dove tutti gli alunni hanno avuto un ruolo”, precisa la dirigente scolastica dell’istituto di Fontanarosa Antonella De Donno. “E’ stata un’esperienza straordinaria per i nostri ragazzi, coinvolti in un progetto che affonda le radici nelle tradizioni locali, guardando però alle nuove tecnologie, come si può percepire dal video realizzato dagli studenti”.

 

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