Campania, mobilità in deroga per 1332 lavoratori

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L'assessore Palmeri

Mobilità in deroga “con effetto retroattivo”. Il Ministero del Lavoro ha autorizzato la Regione Campania al versamento del contributo nella misura del 5%, per i circa 1332 lavoratori provenienti dai bacini di crisi della Regione Campania che dal 1 settembre 2015 non percepivano più alcun sostegno al reddito. “Ringrazio la sensibilità del Ministro Giuliano Poletti e del suo staff che hanno compreso a fondo l’importanza della problematica e hanno dato una risposta concreta tesa anche al superamento della  situazione paradossale in cui la Regione si trova per i provvedimenti. Il provvedimento è fondamentale – precisa l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri – in quanto consente di assicurare la continuità della mobilità in deroga fino al raggiungimento massimo dei 3 anni e 4 mesi”. Per il governatore Vincenzo De Luca “si tratta di un importante provvedimento che contribuisce a dare respiro a quanti da mesi erano senza certezze. Il lavoro e le ricadute occupazionali restano l’obiettivo costante delle azioni messe in campo dalla Giunta regionale”.

Cisl soddisfatta. La Cisl Campania si dice soddisfatta per lo sblocco delle risorse da destinare a circa un migliaio di lavoratori, percettori di mobilità in deroga fino ad agosto 2015 e poi rimasti scoperti da qualsiasi forma di sostegno al reddito. “Il confronto di merito portato avanti in tutti questi mesi con l’Assessorato Regionale al Lavoro, il Ministero del Lavoro e Inps, infatti, permetterà di utilizzare, in deroga ai criteri del decreto Poletti, il 5% delle risorse assegnate alla Campania per il 2015 per gli ammortizzatori in deroga e, quindi, di garantire ulteriori sei mesi di trattamento”. “Si tratta di un risultato ottenuto grazie a quel modello partecipativo che per la Cisl fa la differenza quando il sindacato è in grado di fare proposte – dichiara Lina Lucci, Segretario Generale Cisl Campania. Adesso lavoriamo affinché lunedì prossimo si individui una soluzione definitiva anche per i lavoratori delle aree di crisi”

 

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