Credito cooperativo, riforma entro il 15 aprile

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E’ iniziato l’esame in Senato il decreto che riforma le banche di credito cooperativo. Il governo ha incassato nei giorni scorsi sul provvedimento 274 sì e 114 i no, dopo aver ottenuto in precedenza 351 voti sulla questione di fiducia. Tempi relativamente rapidi per il via libera definitivo si prevedono anche a Palazzo Madama, dal momento che il decreto scade il 15 aprile. La riforma delle Banche di credito cooperativo prevede sostanzialmente che tutte gli istituti di questo tipo, che sono poco meno di quattrocento, debbano stare dentro un unico grande gruppo. Gli istituti che non vorranno aderire alla holding, con più di 200 milioni di patrimonio netto al 31 dicembre, avranno 60 giorni dalla conversione definitiva del decreto per decidere, da sole o con altre più piccole, di fare istanza a Bankitalia per conferire l’attività bancaria a una Spa. Ottenuto il via libera scatterà il modello della coop che controlla la Spa, dopo il pagamento del 20% del patrimonio netto come tassa straordinaria. Resta la soglia di 1 miliardo di patrimonio per la holding capogruppo, che potrà avere al suo interno sottogruppi territoriali a loro volta legati alla holding dal contratto di coesione come le singole Bcc. La garanzia sulla cartolarizzazione degi non performing loans (Npl) potrà essere chiesta anche “dagli intermediari finanziari iscritti all’albo” e il fondo, è tra le novità introdotte dal nuovo testo, passa da 100 a 120 milioni.

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