“Isca”: la Campania al Vinitaly e alla Camera con il vino sociale

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Fare impresa sociale in Campania non è più… un’impresa; l’economia fondata sulla reciprocità non è più una chimera. I prodotti della Fattoria Sociale Isca delle Donne di Pratola Serra, in provincia di Avellino, non solo sono buoni e socialmente utili, ma iniziano a fare gola anche alle istituzioni. Non è un caso, infatti, se “Isca”, il primo vino Fiano di Avellino Docg prodotto dalla Fattoria, sarà a Vinitaly 2016, ospite di Coldiretti Campania e della Camera di Commercio di Avellino. “Isca” prenderà parte alla cinquantesima edizione del salone internazionale dei vini e distillati, che si terrà a Verona tra il 10 e il 13 aprile, insieme con altre circa cento aziende della provincia di Avellino, per raccontare non solo l’orgoglio per la tradizione vitivinicola dell’Irpinia, ma anche quello per le buone pratiche. L’invito ufficiale per “Isca” a Vinitaly 2016 è stato formalizzato da Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania e reggente della Camera di Commercio di Avellino. “Isca non è solo un vino, ma una storia di storie, quella dei nostri “borsisti”, coloro che hanno concretamente fatto il vino – afferma Adele Galdo, psicologa e responsabile del Dipartimento Formazione di Isca delle Donne -. Penso alle persone che sono state  indirizzate presso la  nostra struttura dall’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, a quelle, nel disagio economico o della salute, che provengono dai servizi sociali. L’impresa sociale non è una scelta di comodo, ma di grande sacrificio e profonda e organica innovazione”. Dopo Vinitaly, il vino Isca sarà presentato anche presso la Camera dei Deputati, su invito della  presidente Laura Boldrini . Il Fiano docg “Isca” rappresenta la prima annata di produzione vitivinicola della Fattoria Sociale Isca delle Donne. La vigna di uva Fiano di Avellino di Isca delle Donne esiste dal 2009, e fino a questo momento due delle tre parti della produzione sono state vendute a frutto, mentre con una parte si è tentato un primo esperimento di vinificazione nel 2011. “Isca”, prodotto in 4000 bottiglie, è un vino ricavato da uve Fiano 100%, allevate a Guyot dall’agronomo Maurizio Petrillo su un terreno che è per sua natura argilloso e calcareo. Le uve sono state vendemmiate nella prima decade di ottobre. Il vino è stato lasciato fermentare per 20 giorni e poi affinato per 2 mesi in vasche d’acciaio a temperatura controllata. “Isca” è oggi un vino Fiano di Avellino Docg dal gusto armonico, morbido e corposo, anche grazie alla scelta di tenere, a fine fermentazione, il vino in torbidità sulle sue fecce sottili, per un arricchimento in aromi e precursori aromatici. Il profumo è inebriante, intenso e persistente, e oggi rivela note floreali di fiori bianchi e mela con una nota speziata che tende alla menta, mentre già promette i sentori di nocciola tostata della maturità che sa conoscere un bianco longevo come il Fiano di Avellino. Il Fiano Di Avellino Docg “Isca” è perfetto per essere gustato col pesce, le carni bianche e i formaggi. “Isca” è il prodotto del lavoro ma soprattutto di storie percorsi personali e di relazioni. Giovani e meno giovani accedono a programmi di inserimento socio-lavorativo per dare una svolta alla loro vita. È il caso, ad esempio, di una giovane donna rumena, la prima detenuta della casa circondariale di Avellino a godere di una possibilità di lavoro fuori dal carcere ai sensi dell’articolo 21, poi in affidamento ai servizi sociali e infine libera dallo scorso 23 marzo. A Isca delle Donne si è occupata, per un anno e mezzo circa, delle fragole e del vigneto, ma il suo contributo è stato prezioso anche nella gestione della cucina, dove ha spesso preparato i piatti della sua tradizione per tutti i colleghi. L’esperienza nella fattoria sociale le ha permesso di riallacciare i rapporti con il marito e con la figlia, che la aspetta in Romania. Oggi programma di tornare nel suo Paese per prendere la figlia e magari progettare con lei un futuro in Italia. E ancora,  un ragazzo trentenne, italiano, affetto da un lieve disagio mentale, arrivato a Isca delle Donne mediante i servizi sociali e seguito da genitori i quali, come talvolta accade, si presentavano troppo direttivi. Grazie al lavoro e alla presenza in Isca delle Donne, il giovane ospite ha imparato che è importante dire ciò che si pensa, che è importante difendere il proprio lavoro e il proprio ruolo nel gruppo. Infine, la fattoria sociale è capace di esprimere soluzioni eccezionali anche per vicende molto ordinarie. Come quella di una giovane mamma irpina che aveva appena vissuto una burrascosa separazione dal suo compagno, e che ha chiesto di poter lavorare per sé e per i suoi figli. In fattoria si è occupata della vigna e delle fragole. Grazie al suo aiuto, Isca delle Donne ha realizzato le sue prime marmellate artigianali, che sono andate a ruba. Come già va a ruba il vino, molto richiesto da ristoranti e strutture alberghiere, non solo in provincia di Avellino.

Adele Galdo
Adele Galdo
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