Meno tasse sulle imprese: arriva il via libera

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Il progetto di bilancio appena approvato dal Governo per il 2017, vedrà il deficit scivolare dall’1,1% del prodotto interno lordo, previsto finora, all’1,8%. Per l’anno prossimo si profila una manovra ancora espansiva, con il taglio dell’Ires sulle imprese ed il congelamento dell’aumento dell’Iva, il debito scenderà già da quest’anno, ma il disavanzo rallenterà la discesa. L’1,8% di deficit previsto per il 2017, secondo il ministro Padoan, «è compatibile con il pieno utilizzo della flessibilità prevista dalle regole e con la circostanza eccezionale dovuta al quadro internazionale, con una crescita e un’inflazione molto più basse del previsto. Tutto ciò ci fa stare tranquilli» ha aggiunto il ministro, pienamente appoggiato dal premier Matteo Renzi, pronto a rilanciare sui social network la posizione del ministro e ad escludere «manovre correttive: le abbiamo rottamate». Una politica di bilancio più restrittiva, si legge nella premessa al Def varato ieri sera dal governo, sarebbe stata «inopportuna» e «controproducente», per i rischi di deflazione e stagnazione dovuti al contesto internazionale, «l’insufficiente coordinamento» delle politiche di bilancio Ue, «che complessivamente esprime una politica di bilancio inadeguata, tenendo conto della carenza della domanda», l’effetto «perverso» delle manovre correttive, che rischiano di rallentare la discesa del debito. Dopo il 132,6% dell’anno scorso, ha assicurato Padoan, nel 2106 si invertirà la rotta, con una flessione di due decimali, aiutata dalle privatizzazioni. L’incasso di 8 miliardi per quest’anno è confermato, e dopo Enav si faranno altre operazioni. Dal Def, invece, nessuna indicazione sugli 80 euro per le pensioni minime annunciati da Renzi, né sulla flessibilità in uscita.

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