Sales: la corruzione alleata della camorra

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Sales presenta il libro

“La criminalità organizzata ha rapporti con le istituzioni, con chi dovrebbe controllare: sta tutta qui la sua forza, è questo che la distingue dalla criminalità ordinaria”. Isaia Sales, ad Avellino per presentare il suo ultimo libro “Storia dell’Italia mafiosa”, edito Rubbettino, tratteggia il profilo della criminalità organizzata in Italia, e nel Sud in particolare. “Se non avessero queste relazioni, i mafiosi non sarebbero quello che sono. Stesso discorso vale per il traffico della droga che garantisce loro un potere economico straordinario da riversare in tante attività dell’economia legale. Gli Stati Uniti hanno inserito la camorra tra i grandi fenomeni criminali e anche se la violenza si è ridotta, l’attività malavitosa non ha fatto nessun passo indietro. Anzi, quando si spara di meno, si fanno in genere più affari”. In Campania, ed a Napoli in particolare, è in corso una guerra di successione senza esclusione di colpi. “A differenza della mafia, nella camorra non ci sono regole ferree e gli equilibri di potere cambiano velocemente. Nel capoluogo partenopeo è in atto un ”tutti contro tutti” con giovani che cercano di conquistare il potere a colpi di omicidi. Al di fuori del capoluogo partenopeo, però, tutto questo non si percepisce e la camorra continua a fare affari senza spargimenti di sangue”. La malavita viaggia sempre più spesso a braccetto con la pubblica amministrazione. “In Campania – osserva Sales – ci sono state ben due Asl sciolte. Ci sono dei luoghi in cui produrre corruzione è molto pericoloso perché si presta il fianco alla camorra. Chi corrompe, chi non rispetta le leggi deve sapere che prima o poi arriverà la malavita organizzata e dovrà dividere con loro. Attenzione a far passare modelli di impunità, la cultura del silenzio e dell’omertà va osteggiata in ogni modo perché crea il terreno fertile alla stratificazione di fenomeni criminali”. Secondo lo studioso in Campania le distanze si sono accorciate anche sul fronte della camorra, non ci sono più zone franche. “Sono i comportamenti degli uomini, più che la storia o le tradizioni, a tenere lontana la mafia o la camorra. La pubblica amministrazione va salvaguardata, deve essere al di sopra di ogni sospetto per proteggere un territorio da infiltrazioni pericolose”. Sales non risparmia una stoccata al governo. “La poca attenzione verso il Sud non aiuta, perché il Mezzogiorno resta arretrato, soffre e dove c’è povertà e degrado, dove sembra che vivendo onestamente si fatichi il doppio, i modelli negativi si affermano più facilmente e più velocemente”.

L’incontro, al quale ha preso parte anche Antonello Petrillo, Sociologo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è stato aperto dalla relazione di Marcello Rocco, coordinatore Associazione Idea Irpinia, promotrice dell’incontro. “Abbiamo scelto di tenere questo seminario di lunedì, e in una data che non viene ricordata per nessun evento in particolare, per dare il messaggio che è importante lottare contro le mafie attraverso l’azione quotidiana di ciascuno di noi. Per questo, anche se riteniamo estremamente importante celebrare e commemorare anniversari e date simboliche, pensiamo sia vitale mostrare il nostro impegno in questa direzione soprattutto durante quelle giornate dove la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta ci danno l’illusione di essere qualcosa di distante da noi anni luce”. Il testo di 444 pagine, che contiene 44 pagine di rinvii ad altri studi e documenti che ha necessitato di oltre tre anni di ricerche e approfondimenti, è stato consigliato e definito dallo scrittore Roberto Saviano tra i migliori cinque libri italiani del 2015 e tra i dieci testi, sullo scenario internazionale, che gli sono maggiormente piaciuti.

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