Di Meo: è vero, il vino si comunica. Pronti a fare la nostra parte

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Parlare di vino in Irpinia e in Campania significa parlare anche, e molto, dell’azienda agricola dei fratelli Di Meo, cantina che sorge a Salza Irpina negli anni ‘80 e che rappresenta, oggi, una delle realtà maggiormente consolidate del territorio. Una realtà forte e dinamica, in continua ascesa. Sempre alla ricerca della qualità ma sempre più impegnata anche nel marketing e nella comunicazione.

I fratelli Di Meo con Sgarbi
I fratelli Di Meo con Sgarbi

Anzi, l’azienda Di Meo è certamente un punto di riferimento importante, anche a livello nazionale, quando di tratta di abbinare cultura e vino, territorio e vino. Tra le iniziative più importanti, c’è la pubblicazione del calendario artistico che oggi ha una sua rilevanza nazionale e viene prodotto dall’associazione “Di Meo Vini ad Arte” che collabora con artisti e critici di fama internazionale. Anche quest’anno c’è stata la prefazione di Vittorio Sgarbi. E il critico d’arte più famoso d’Italia ieri ha fatto visita all’azienda agricola Di Meo impegnata al Vinitaly, in uno stand sobrio ed elegante curato dallo Studio Pergola di Avellino che segue anche la comunicazione social dell’azienda in modo sapiente e professionale.

Roberto Di Meo, quanto può essere importante il “sostegno” di un personaggio come Sgarbi per far conoscere meglio l’Irpinia dei vini?

La presenza di personaggi come Sgarbi, mediaticamente appetibili, può avere sempre un importante riscontro. E’ utile a far crescere l’attenzione sulla provincia di Avellino e non solo. Personaggi come Sgarbi possono essere utili alla crescita del territorio. Ho puntato su di lui non solo per la mia azienda, ma per tutta l’Irpinia. Del racconto di Sgarbi, il suo racconto sul binomio arte e vino, cultura e vino, ne può beneficiare tutto il territorio.

Quanto è importante essere presenti al Vinitaly per un’azienda come Di Meo?

E’ una kermesse molto importante che, di anno in anno, diventa più professionalizzata, con più operatori e meno curiosi. E’ un luogo di incontro e di appuntamenti che un’azienda non può perdere, anche se ormai di business se ne fa poco. E’ importante esserci a Verona, è una vetrina di primo piano, senza ombra di dubbio.

Senta Di Meo, con Luca Cipriano ieri abbiamo ragionato del fatto che l’Irpinia ha bisogno di una comunicazione costante e coordinata. Lei cosa ne pensa?

Credo che il brand Irpinia non si crei con eventi oppure con operazioni sporadiche. C’è bisogno di operazioni che vadano avanti nel tempo, di vari eventi che siano coordinati tra di loro. Occorre investire su immagine e comunicazione. E’ necessaria la continuità e l’organizzazione, sono d’accordo con Cipriano. Certo, sarebbe auspicabile una sinergia tra pubblico e privato in tal senso, ma concordo anche con il fatto che gli imprenditori debbano iniziare a ragionare sulla possibilità di essere maggiormente incisivi anche da soli.

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