Referendum trivellazioni, Legnini (Csm) si “astiene”

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La domanda potrebbe sembrare banale: voterà al referendum di domenica? Non un sì, non un no. Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm, ad Avellino per un convegno organizzato dal Consiglio Forense, evita di infilarsi nel ginepraio di polemiche su come dovrebbero comportarsi le alte cariche istituzionali in occasione della consultazione di domenica prossima sulla proroga delle concessioni per le trivellazioni petrolifere a 12 miglia dalle coste italiane. Nessuna risposta per evitare di finire nello schedario dei favorevoli all’abrogazione, dei contrari e di quanti invitano all’astensione. E non è cosa da poco: nell’ultimo fronte ci sono un presidente del Consiglio in carica, un presidente della Repubblica emerito. Mentre il Capo dello Stato in carica ha già fatto sapere che infilerà la scheda col quesito referendario nell’urna. E nell’ultimo giorno di campagna elettorale per conquistare il quorum necessario, scoglio più difficile, il tema sembra essere proprio il “diritto all’astensione”. Lo rivendica con forza Matteo Renzi, che raccoglie le critiche, anche aspre di autorevoli esponenti dello stesso Partito Democratico. Primo tra tutti Michele Emiliano, tra i presidenti di Regione che hanno chiesto e ottenuto l’ammissione del quesito referendario. E tra i contrari, in assoluto, all’astensione come diritto il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi.

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