“Il caso Alfredino Rampi”, in carcere il libro della Capone

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Il libro su Alfredino Rampi

Un libro come strumento di “Book Therapy”, e quindi ausilio per il recupero di soggetti con difficoltà di reinserimento sociale. Domani, venerdì 15 aprile, alle 10 si presenta il libro “Il caso Alfredino Rampi attraverso i media” ai detenuti della casa circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi. Il volume, scritto da Romina Capone e pubblicato da Edizioni Il Papavero, raccoglie ed analizza attraverso articoli di giornali e documenti originali la vicenda del piccolo Alfredo Rampi caduto in un pozzo artesiano a Vermicino il 1981. Fatto emblematico che muta definitivamente il modo di fare informazione. La cronaca entra a tutti gli effetti attraverso la televisione all’interno delle mura domestiche. Nel primo capitolo l’autrice si sofferma su una serie di eventi di cronaca che raccontano l’Italia in anni decisamente complicati. Dall’omicidio di Pier Paolo Pasolini ad Aldo Moro. Dalle Brigate Rosse a Giorgio Almirante e ancora Licio Gelli e la P2. E ancora: il terremoto in Irpinia, la strage di Bologna e l’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Questo il conteso sociale in cui si colloca il caso Vermicino, analizzato nei tre capitoli successivi dedicati al piccolo Alfredo, prima della parte finale relativa all’indagine istruttoria. “Leggere per avere speranza. Leggere per riscoprire se stessi, per guarire e sognare. Leggere anche come terapia. La lettura può aumentare la propria autostima e lanciare un messaggio di speranza nei confronti di uomini e donne che lottano per ricominciare a vivere», spiega Romina Capone. “La presentazione di questo libro ai detenuti del Carcere di Sant’Angelo dei Lombardi può essere l’occasione per avvicinare il lettore alla cultura. Leggere per un detenuto può rappresentare l’occasione migliore e per allargare i propri confini mentali. Arricchirsi per non sentirsi vuoti, inutili e soli: quando a volte basta la conoscenza per sentirsi un po’ più liberi”. Con l’autrice saranno presenti all’incontro anche l’editore Donatella De Bartolomeis e il giornalista Salvatore Pignataro.

 

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