Giustizia: Legnini (Csm), fatti passi avanti ma bisogna investire di più

0
279

Il sistema giustizia come un’infrastruttura immateriale da “ben curare e ben manutenere”. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, ad Avellino per partecipare a un convegno organizzato dal Consiglio dell’ordine degli Avvocati, interviene su tutte le questioni collegate al mondo forense.

“L’efficienza della giustizia civile è ritenuta da anni uno degli elementi di attrattività e di competitività del sistema paese quindi il sistema giudiziario costituisce una vera e propria infrastruttura immateriale che dobbiamo ben curare ben manutenere”.

Gli avvocati ritengono svilito da troppo tempo il loro ruolo nell’economia del processo. Anche la magistratura dal canto suo ha di che lamentarsi.

Non condivido questa visione. Come dimostrano gli ultimi interventi di riforma sulle procedure alternative di risoluzione delle crisi d’impresa, di riforma organica del diritto del procedure concorsuali, i professionisti, gli avvocati vengono posti al centro al centro di queste procedure, vengono valorizzati e la magistratura è chiamata a compiti nuovi di maggiore responsabilità. Ed è utile sviluppare un confronto culturale tra i vari soggetti della giurisdizione in vista del conseguimento maggiore efficienza del sistema.

La lentezza della giustizia però continua ad affliggere il sistema, soprattutto al sud…
E’ un problema antico nel nostro paese. Per fortuna in virtù degli interventi e delle riforme recenti e di un’elevata produttività dei magistrati, la situazione è in via di miglioramento. Ma occorre fare ulteriori passi avanti con più investimenti e con l’accrescimento di strumenti deflattivi. C’è troppo contenzioso che grava sugli uffici giudiziari e ci sono pochi mezzi.

Ciclicamente torna la polemica sull’utilizzo delle intercettazioni. E questa volta le polemiche corrono tra magistratura e alte cariche istituzionali. A che punto è la riforma?

La riforma è compito del Parlamento. Noi lavoriamo costantemente per coltivare il rispetto del dialogo tra istituzioni. E’ in discussione da tempo il provvedimenti di riforma. La Camera ha già approvato la delega che adesso è in discussione al Senato. Noi abbiamo deciso di intervenire con linee guida, che recepiscono le tre misure organizzative cosi importanti che da ieri sono diventate 4, quelle delle procure di Roma, Torino e Napoli e adesso anche di Firenze, che le sintetizzano con l’arricchimento che il Csm riterrà di apportare. E potranno costituire un parametro per buone prassi in tutte le procure italiane.

C’è un’ultima polemica che attraversa il sistema giudiziario italiano e che ha messo in allarme soprattutto gli avvocati: la riorganizzazione delle corti d’Appello, con la riduzione drastica dei distretti. 

Ho potuto leggere i risultati della relazione della commissione ministeriale che attribuisce al Governo di una delega. Questa delega contiene principi generali e non vi è alcuna prospettazione nella direzione dell’unificazione di un unica sede regionale delle corti d’appello. Si vedrà. Adesso il Governo dovrà valutare cosa recepire di quel lavoro, poi ci sarà il vaglio del consiglio dei Ministri, poi il vaglio del Parlamento, dopo i decreti delegati. Durante questo processo ci sarà il nostro parere. E’ davvero presto per dire qualcosa su questo tema.

Print Friendly, PDF & Email