La novità: Codice Appalti apre a sponsor per cultura

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Turismo, il Ministro Franceschini a Napoli

“Il nuovo codice dei contratti pubblici approvato oggi dal consiglio dei ministri semplifica enormemente le procedure per le sponsorizzazioni in favore dei patrimonio culturale che ora avverranno a seguito di una nuova e trasparente procedura di segnalazione sui siti web”. Lo sottolinea il ministro di Beni Culturali e del turismo Dario Franceschini. “Si compie così un ulteriore passo verso l’incentivazione di un sostegno privato alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio – dice il ministro – un passo che ora agevola e rende finalmente semplice l’intervento non solo di mecenati e donatori, attraverso l’Art Bonus, ma anche di sponsor che ovviamente opereranno entro limiti e regole che garantiscano il rispetto e la tutela del patrimonio storico artistico della Nazione”. Le nuove norme per facilitare le sponsorizzazioni in favore del patrimonio culturale, nonché di fondazioni liriche e teatri di tradizione, sono contenute nell’articolo 19 del nuovo codice per gli appalti, articolate in diversi commi. In questi si precisa per esempio che l’affidamento di contratti di sponsorizzazione per importi superiori a 40 mila euro “è soggetto esclusivamente alla previa pubblicazione sul sito internet della stazione appaltante, per almeno trenta giorni”, di un avviso, “con il quale si rende nota la ricerca di sponsor per specifici interventi, ovvero si comunica l’avvenuto ricevimento di una proposta di sponsorizzazione, indicando sinteticamente il contenuto del contratto proposto. Trascorso il periodo di pubblicazione dell’avviso, il contratto può essere liberamente negoziato”. Nel caso in cui lo sponsor intenda realizzare i lavori, prestare i servizi e/o le forniture direttamente a sua cura e spese, la legge prevede però una serie di paletti sottolineando che la necessità “di verificare il possesso dei requisiti degli esecutori, nel rispetto dei principi e dei limiti europei in materia e non trovano applicazione le disposizioni nazionali e regionali in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ad eccezione di quelle sulla qualificazione dei progettisti e degli esecutori. La stazione appaltante impartisce opportune prescrizioni in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere e/o forniture e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi”. Resta fermo, viene sottolineato ancora, “che l’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali impartisce opportune prescrizioni in ordine alla progettazione, all’esecuzione delle opere e/o forniture e alla direzione dei lavori e collaudo degli stessi”. Più facile la collaborazione Mibact-privati anche per la gestione di siti: il ministero della cultura, stabilisce infatti la norma, può “attivare forme speciali di partenariato, con enti e organismi pubblici e con soggetti privati” per “il recupero, il restauro, la manutenzione programmata, la gestione, l’apertura alla pubblica fruizione e la valorizzazione di beni culturali immobili”.

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