Emergenza vigneti dopo le gelate, fronte comune

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Vigneti a rischio

Produzione vitivinicola a rischio dopo le gelate, il caso arriva in consiglio provinciale. Martedì 10 maggio alle 10, a Palazzo Caracciolo, si discuterà anche di agricoltura. Dopo le delibere dei singoli comuni danneggiati dalle gelate dello scorso 25 aprile, l’obiettivo è di arrivare ora al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Massima disponibilità da parte del presidente dell’ente provinciale Domenico Gambacorta che si è confrontato con operatori e imprese per definire una linea di azione condivisa per fronteggiare l’emergenza. La gelata tardiva ha infatti arrecato danni notevoli ai vigneti ed, in particolar modo, a quelli ubicati nelle vicinanze di torrenti d’acqua e conche e, comunque, nelle zone più basse. Era dal 1961 che non si registravano gelate così tardive e dannose. L’allarme arriva da tutte e tre le aree irpine di produzione docg. Un bilancio aggravato dallo stato avanzato di maturazione dei vigneti, favorito dalla stagione anticipata ed un inverno con temperature decisamente più alte della media. “Non è ancora possibile una precisa quantificazione dei danni”, precisa il direttore della Coldiretti Salvatore Loffreda, “ma il quadro è decisamente allarmante. Siamo preoccupati anche per la vendemmia del prossimo anno. Speriamo si faccia fronte comune per ottenere misure di sostegno da parte della Regione”. In prima fila c’è il consorzio di tutela dei vini d’Irpinia guidato da Milena Pepe. “Le aziende dovrebbero iniziare ad assicurarsi contro certe calamità che possono compromettere il lavoro di un’intera stagione. E’ uno sforzo finanziario necessario per tutelare il nostro lavoro. Con il prossimo Psr 2014-2020 – aggiunge – contiamo di presentare progetti mirati per il finanziamento di nuovi impianti di salvaguardia dei vitigni. In Francia ed in Svizzera, ad esempio, si utilizzano da tempo fonti di calore ad hoc, fumi ed anche sistemi di irrigazione a micro-gocce. E’ opportuno organizzarsi al meglio per fronteggiare certi rischi”.

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