Caffè Carbonelli: l’azienda artigianale che riparte dal web

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Il Caffè Carbonelli conserva l’artigianalità delle origini della torrefazione napoletana, ma si affida ad una digital strategy puntando al commercio elettronico e ad una forte presenza sui social network.

Il caffè è la bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua, ma con quel suo aroma caratteristico, talvolta fruttato talvolta cioccolatoso, risveglia la mente e lo spirito. L’unicità del Caffè Carbonelli risiede nella tostatura dei chicchi di caffè accuratamente selezionati, che a differenza delle moderne tecniche a gas avviene attraverso l’antico, e molto più lento, procedimento della tostatura a legno, rigorosamente di quercia, ad una temperatura dai 180 ai 200 gradi, sotto l’occhio vigile del responsabile di produzione.

Caffè Carbonelli nasce nel 1981 ad opera di Pietro Carbonelli ed è nel 2006 che avviene la svolta. Come tante piccole medie aziende a conduzione familiare, ha dovuto far i conti con la crisi e con i classici rischi che ogni imprenditore può trovarsi ad affrontare. Ma l’azienda napoletana è riuscita a trasformare un problema in una risorsa di successo, è infatti ripartita, imboccando una nuova strada, lasciando ampio spazio al nuovo che avanzava: l’innovazione tecnologica.

L’aroma del caffè e il sapore inequivocabile dell’espresso napoletano si propagano sul web grazie ad una giusta strategia online e all’ampio e sapiente uso dei social media. Facebook, Twitter, Google+,YouTube, Pinterest, Instagram e più recentemente anche l’approdo su Snapchat, favoriscono la brand identity e la brand awareness della torrefazione napoletana ed hanno permesso l’incremento delle vendite dei prodotti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Le cinque miscele di caffè in grani o macinato fresco (Vesuvio, Santa Lucia, Napoli, Arabica Gold, Arabica Extra), da cui vengono prodotte tre miscele di caffè in cialde E.S.E e in capsule FAP, ed ancora il decaffeinato che non tradisce l’aroma tipico dell’espresso napoletano, e gli infusi alla frutta biologici in cialde e capsule, presenti sullo store online e sulla piattaforma di e-commerce più nota, eBay, sono riuscite ad approdare anche nei mercati della Polonia, dell’Inghilterra, della Grecia, e del nord America con gli Stati Uniti ed il Canada. Ma la strategia vincente non si basa solo sui social al servizio dell’e-commerce, ma mettendo al centro il cliente, le sue esigenze, i suoi feedback, puntando alla sua soddisfazione, proprio come il Pastificio dei Campi di Gragnano nella sua strategia di food marketing.

Il Blog “Il salotto del caffè” è un vero e proprio format che stravolge il tradizionale corporate blog, che elogia unicamente prodotti e azienda. È una piattaforma che abbraccia lo storytelling per divulgare la cultura del caffè ed è inoltre affiancata dal ciclo di incontri “Il Salotto del Caffè. Ne parliamo tra amici, col profumo di caffè nell’aria”, ideato da Luca Carbonelli (responsabile Sales & Marketing) in collaborazione con CNA Napoli, in cui si ci confronta su tematiche professionali, culturali e di attualità.

Inoltre, Caffè Carbonelli, insieme alla Fondazione “aiutare i bambini” ha avviato adozioni a distanza in Colombia, partecipando attraverso l’iniziativa “Caffè Sospeso & Solidale”, attingendo dalla tradizione partenopea del caffè sospeso, ovvero di pagarne anche un secondo per condividerlo con il cliente che viene dopo, coinvolgendo così i consumatori nell’azione solidale.

Quello del caffè è infatti un vero e proprio rito, un momento di aggregazione e di socialità, sacro soprattutto nella cultura napoletana. Edoardo De Filippo considerava il caffè “la poesia della vita” e soleva dire “Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.” Ma resta indelebile nell’immaginario collettivo la scena di “Questi fantasmi!” in cui impersona Pasquale Lojacono che seduto fuori al balcone, spiega al vicino l’arte della meticolosa preparazione del caffè napoletano. Il “coppitello di carta” sul “becco della caffettiera” è fondamentale per non disperdere il primo caffè quello più denso, occorre anche una giusta tostatura per raggiungere il colore “a manto di monaco” e rivela anche il suo segreto per rendere il caffè più profumato. Invece per Erri De Luca, lo scrittore, giornalista e poeta nato a Napoli, “A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco”.
Per Pino Daniele “Na’ tazzulella e’ cafè acconcia a vocca a chi nun po’ sapè e nui tirammo annanz che rulore e’ panze”, mentre Fabrizio De Andrè riportava la soddisfazione del brigadiere Pasquale Cafiero che sta a Poggioreale, “A che bell’ò cafè pure in carcere ’o sanno fa”. E persino il chitarrista e cantautore romano Alex Britti non può far a meno del caffè, optando addirittura per “7.000 caffè” per arrivare dalla sua lei, e pazzo di lei, canta “ho bisogno di te… come l’acqua e il caffè …”.

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