Chef De Riggi: la Campania è l’enogastronomia

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Maurizio De Riggi

Tutto pronto per Bio&Dintorni, in programma a Salerno il prossimo fine settimana. Stessi organizzatori e stessa location di “Città del benessere” che ha riscosso notevole successo da venerdì a domenica scorsa. L’appuntamento è nel “biovillage” di lungomare Trieste, dove sbarca la vetrina della produzione biologica, delle eccellenze del territorio e dell’alimentazione di alta qualità. Dal 13 al 15 maggio laboratori del gusto, show cooking, degustazioni, consulenza nutrizionale, percorsi territoriali, shopping, cooking lab e laboratori didattici. Spazio anche per Slow Food con “Leguminosa”. Tra gli chef che parteciperanno, scelti dal noto chef Rufus, c’è Maurizio De Riggi, uno chef emergente che ha una visione artistica della ristorazione e una grande voglia di apprendere che lo ha portato nelle cucine dei più importanti alberghi della Campania. Dopo la lunga gavetta, De Riggi ha scelto di aprire il ristorante Markus a San Paolo Belsito, di cui è oggi chef e proprietario.

Quanto sono importanti, secondo lei, manifestazioni come Bio&Dintorni?

Manifestazioni come queste sono importantissime, utilissime ad educare il consumatore del presente e del futuro ad una sana e corretta alimentazione.

 Che “sorprese” riserverà ai partecipanti all’evento?

Agli ospiti trasmetterò la mia grande passione, l’amore per la cucina, li trasporterò nella mia visione surreale  non posso dire altro: ci vedremo domenica 15 .

Quanto è importante per la Campania puntare sull’enogastromia?

La Campania non deve puntare sull’enogastronomia, la Campania è l’enogastronomia.

Lei è stato invitato a Masterchef. Secondo lei sono importanti questi talent per formare giovani leve, gli chef del futuro?

I Talent hanno una forte influenza sui giovani, purtroppo non hanno mai avuto la capacità di educare, di formare ma soprattutto di informare.

Quanto è importante l’innovazione in cucina?

In cucina non è importante l’innovazione, è fondamentale la libertà. Oggi esiste pochissima innovazione, c’è tendenza, fa figo pronunciare questo termine, non so se tra 50 anni ci si ricorderà di un piatto considerato oggi innovativo. L’innovazione è qualcosa di più profondo, crea stupore, la mente non può decifrarla, è quella cosa che tra 50 anni potrai considerare tradizione.

Che consigli darebbe ai giovani?

Non diventate adulti, siate liberi sognatori per tutta la vita.

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