Apple a Napoli, ecco i benefici per l’economia campana

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Sono già aperte le preiscrizioni alla Federico II di Napoli: per la prima volta le matricole di Ingegneria potranno scegliere tra lo storico Politecnico di Fuorigrotta e il nuovo Polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio, dove ci sarà posto per mille studenti. Un’opportunità che molti ragazzi dell’area orientale e dei paesi vesuviani hanno apprezzato, infatti sono già arrivate decine di richieste. La sfida dell’Università Federico è è in realtà una rivoluzione che coinvolgerà l’intero quartiere. Perché, oltre alle mille matricole di Ingegneria e ai loro docenti, nel grande complesso ricavato dalla ex Cirio, dopo l’estate arriveranno anche i cinque-seicento che saranno ammessi ai corsi per programmatori di app in ambiente iOS organizzati dalla Apple. E la Federico II, proprio per favorire l’interazione con la realtà circostante, ha deciso di non ospitare centri ristoro all’interno del complesso. Ieri a presentare la nuova sede c’era lo stato maggiore di Ingegneria, con il rettore Gaetano Manfredi, il presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di base Piero Salatino, e l’ex assessore regionale Edoardo Cosenza, coordinatore del progetto sin dall’inizio. I quali hanno guidato una visita nel complesso spiegando che per il 30 giugno ne sarà completato il 45 per cento circa, mentre per le restanti parti saranno assegnate le gare. Ma non si creda che sia una fetta limitata, perché la consistenza iniziale è di 9 aule didattiche per circa mille posti (compresi quelli speciali per i portatori di handicap), un’aula magna spettacolare con 430 posti, spazi studio per circa 600 metri quadrati, decine di laboratori. E quando si parla di laboratori per esperimenti relativi alla statica degli edifici o all’aeronautica, all’ingegneria dello sport o alla realtà virtuale, al collaudo di impianti di pompaggio e alla realizzazione di strutture in fibra di carbonio, come quelli già in funzione, si paria di migliaia di metri cubi. Spazi che in altre aree della città sarebbe stato impossibile trovare o realizzare. Il progetto del nuovo Polo prevedeva sin dall’inizio un modello simile al Politecnico di Torino. In base al quale a San Giovanni a Teduccio è già operativo il Cesma, Centro di servizi metrologici dell’Ateneo, che svolge attività di misura in diversi campi dell’ingegneria, della fisica, della chimica e della biologia per il mondo produttivo. In base alla stessa filosofia, il Polo tecnologico ospiterà alcuni laboratori del Cnr e le aziende. Proprio ieri ha effettuato un sopralluogo Massimo Forte, Ceo di Axa Matrix. E hanno manifestato il proprio interesse Getra, Adler e anche Fiat. Sta già per arrivare, invece, Apple. Subito dopo l’imminente accordo, coperto dal solito segreto richiesto dalle aziende americane, sarà formata una squadra di architetti in parte della Federico II e in parte selezionati dalla Mela. Sarà loro compito ridisegnare il terzo piano del corpo centrale del complesso, dove si avrà sede l’«accademia delle app». Il piano cosiddetto marrone, dal colore che ne caratterizza porte, infissi e pavimenti (in parquet). Le pareti divisorie delle già grandi sale da circa 50 posti saranno abbattute per ricavare ambienti ancora più ampi, ognuno dei quali in grado di ospitare almeno 250 corsisti. Ovviamente la trasformazione richiederà qualche settimana, quindi ci potrebbe essere una fase transitoria durante la quale la Apple troverà sede al piano verde pisello, il secondo. I due piani inferiori sono caratterizzati dall’arancione, il primo, e dal blu, al suolo. È evidente che quella che si sta per giocare non è una partita che riguarda soltanto Apple e che la Federico II intende giocarsela da partner a pieno titolo.

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