Professionisti, redditi in calo: la classifica

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    Sale (+3,1%) il reddito dichiarato dai contribuenti soggetti agli studi di settore ma calano i ricavi del 2,1%, e restano le difficoltà per alcune categorie, a partire dai professionisti: sono i dati relativi agli studi 2014 elaborati dal Dipartimento delle Finanze. E’ invece in deciso aumento il reddito medio delle attività manifatturiere (a quota 32mila 400 euro), con un +11,7% sull’anno precedente. Incremento anche per il settore dei servizi (+3,9%), a quota 24mila 400 euro. Il commercio resta il fanalino di coda, con un reddito medio pari a 19mila 100 euro, ma segna un evidente progresso, pari al 9%.

    Analizzando nel dettaglio le variazioni di reddito delle attività professionali, gli unici a registrare un aumento rispetto al 2013 sono gli agrotecnici e gli agronomi, rispettivamente del 5,2% e del 2,2%. In entrambi i casi, il reddito medio è intorno ai 24mila euro. I più ricchi restano i notai, con un reddito di 201mila 260 euro, che però è in calo del 5,3% sull’anno precedente. Seguono gli studi medici, circa 63mila euro all’anno di media, gli studi odontoiatrici, 49mila euro, i commercialisti, 47mila euro. Fra i 30 e i 40mila euro, studi legali, periti industriali, studi di ingegneria, fra i 20 e i 30mila euro, laboratori di analisi cliniche, revisori contabili e periti, amministratori di condominio, i già citati agrotecnici e agronomi, disegnatori tecnici, studi di geologia, geometri. Sotto i 20mila euro si posizionano gli studi di architettura, gli psicologi, i veterinari. I dati riguardano i 3,6 milioni di professionisti e imprese che nel 2014 hanno applicato gli studi di settore, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-0,8%). Il 65% di questi soggetti è rappresentato da persone fisiche. I ricavi totali hanno raggiunto quota 713,7 miliardi di euro, in calo del 2,1% rispetto al 2013, mentre i redditi hanno registrato quota 101 miliardi. Il reddito medio per le persone fisiche che compilano gli studi di settore è risultato nel 2014 pari a 25mila 900 euro, in progresso del 2,2%, quello delle società di persone è salito del 4,1% a 37mila euro, l’incremento maggiore, +12,3%, riguarda società di capitale ed enti, che guadagnano mediamente 26mila 700 euro. Le società di capitali rappresentano la metà dei ricavi (per la precisione, il 51%), e solo il 16% dei redditi, mentre le persone fisiche dichiarano il 27% dei ricavi ma registrano il 61% dei redditi. Si tratta di dati che riflettono le specificità delle diverse forme di organizzazione produttiva, e che sono sostanzialmente in linea con le rilevazioni precedenti.

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