L’indagine: il 51% dei diplomati lavora

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    Scuola

    Pubblichiamo una sintesi delle Indagini AlmaDiploma sul Profilo e sugli Esiti a distanza dei diplomati. Le indagini permettono di fotografare le performance formative e professionali dei diplomati, distinguendole tra liceali, tecnici e professionali.

    Come emerge dalla lettura attenta dei dati, si tratta di studenti che hanno le idee chiare su se stessi e sulle esperienze importanti che devono compiere, ma che quando sono chiamati a scegliere sul loro futuro formativo e professionale sono colpiti ancora da incertezze e pentimenti. Da qui la necessità più volte rilevata da AlmaDiploma e AlmaLaurea di investire su corrette politiche di orientamento e di diritto allo studio. La mancanza di queste politiche permette infatti al contesto famigliare di provenienza di esercitare ancora oggi un ruolo rilevante sulle scelte formative e professionali dei giovani, determinando così la cristallizzazione di fattori che rappresentano un freno alla valorizzazione del capitale umano e alle esigenze di crescita e innovazione del Paese.
    Fra diplomati del 2014 che provengono da contesti avvantaggiati dal punto di vista socio-economico è nettamente più frequente l’iscrizione all’università dopo il diploma: 81%, contro il 52% di chi proviene da contesti meno favoriti


    L’Identikit dei Diplomati

    Il Profilo dei diplomati analizza le performance formative dei diplomati attraverso due componenti, levotazioni e la regolarità, che mostrano come i diplomati concludano non solo i loro studi in corso ma anche con buoni risultati. Il voto medio di diploma è 76,9 su cento (è 79 nei licei, 74,7 negli indirizzi tecnici e 72,4 nei professionali). Chi ottiene i risultati massimi – 100 e 100 lode – è il 6%. I bravi (da 91 a 99 su cento) rappresentano il 9%. Il 50% ottiene un voto medio (da 71 a 90 su cento). Chi supera l’esame di stato con voti bassi (60-70 su cento) è il 35%.
    L’88% ha conseguito il titolo di studio senza ripetenze; in particolare, è il 93% nei licei, l’83% negli indirizzi tecnici e il 77% nei percorsi professionali.
    Il Rapporto analizza anche esperienze di stage e di studio all’estero dei diplomati, la loro conoscenza delle lingue, così come le attività lavorative svolte nel corso degli studi e la soddisfazione che gli studenti hanno nei confronti dell’esperienza scolastica appena conclusa. Sebbene, nel complesso, i diplomati si dichiarano piuttosto soddisfatti della propria esperienza scolastica, una quota importante di loro al termine del percorso formativo è “pentito” della scelta compiuta a 14 anni. In altre parole, se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore, mentre 53 diplomati su cento ripeterebbero lo stesso corso, ben 46 su cento cambierebbero l’indirizzo di studio e/o la scuola.

    Dopo il diploma: università o lavoro?

    Il Rapporto sugli esiti a distanza dei diplomati mostra come a un anno dalla conquista del titolo di scuola secondaria superiore, 65 diplomati su cento proseguono la propria formazione e sono iscritti ad un corso di laurea (il 52% ha optato esclusivamente per lo studio, il 13% frequenta l’università lavorando); il 31% ha invece preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro (il 13%, come appena detto, studia e lavora e il 18% lavora solamente). I restanti 17 su cento si dividono tra chi è alla ricerca attiva di un impiego (13%) e chi, invece, per motivi vari (tra cui formazione non universitaria, motivi personali o l’attesa di una chiamata per un lavoro già trovato), non cerca un lavoro (4%).

    A cinque anni dal diploma
    la quota di occupati cresce in modo significativo: il 51% dei diplomati lavora (il 38% è dedito esclusivamente al lavoro, il 13% coniuga studio e lavoro) mentre è ancora impegnato negli studi universitari il 45% dei ragazzi (il 32% studia solamente). Chi cerca lavoro è il 12%.

    Come ci si poteva attendere, ad un anno dal diploma il 75% dei liceali studia all’università, la quota scende al 37% per i diplomati del tecnico e al 15% per i professionali. Al contrario, il 39% e il 28%, rispettivamente dei professionali e dei tecnici è impegnato esclusivamente in attività lavorative, mentre la quota è pari solo al 3% tra i liceali. Il quadro resta confermato, seppure su livelli diversi, anche a cinque anni dal titolo: il 55% dei liceali studia ancora all’università, contro il 22% dei tecnici e l’11% dei professionali. All’opposto, la percentuale di diplomati che lavora solamente è più elevata tra i professionali (62%) e, a seguire, tra i tecnici (51%); è decisamente modesta tra i liceali (14%). Si evidenzia infine una quota significativa di diplomati professionali alla ricerca di un lavoro (20%).

    L’indagine fotografa inoltre le performance occupazionali dei diplomati che hanno scelto di non proseguire con la formazione e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.
    Ad un anno dal conseguimento del titolo la quota di diplomati liceali che opta per l’università è nettamente più elevata rispetto ai colleghi degli indirizzi professionali e tecnici.

    Ristringendo quindi più opportunamente l’analisi ai tecnici e professionali è possibile indagare quali sono i fattori che, a parità di condizioni, incidono positivamente sulla probabilità di lavorare già a un anno dalla conquista del titolo. Svolgere esperienze lavorative e internazionali durante gli studi accresce le chance occupazionali dei diplomati, rispettivamente del 66% e del 31%. Anche aver ottenuto un voto di diploma più elevato rappresenta un fattore decisivo: passare da 60 a 100 aumenta la probabilità di lavorare dell’80%.

    Anche le esperienze di stage svolte dopo il conseguimento del titolo giocano un ruolo determinante: accrescono infatti addirittura del 90% la probabilità di lavorare già ad un anno dal conseguimento del titolo.

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