Sibilia (M5s): “Ex Irisbus, non ci limitiamo a festeggiare”

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Carlo Sibilia

“Premesso che è alquanto inusuale gioire adesso dopo aver dovuto assistere alla chiusura di una delle eccellenze produttive italiane nel settore della costruzione degli autobus come l’Irisbus che impiegava oltre 700 addetti in un territorio come quello della Valle Ufita e non solo, per non parlare dell’indotto. Chiusura avvenuta con la complicità dei grandi sindacati che, ricordiamolo, hanno apposto la loro firma sotto l’accordo di chiusura, dimenticandosi il loro ruolo di tutela dei lavoratori. Tuttavia siamo contenti per i segnali positivi che stanno arrivando in queste ultime settimane per la riattivazione dell’azienda di Flumeri, ma restiamo cauti rispetto alla reale portata dell’operazione IIA”.  Ad affermarlo è il deputato del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia in merito alla riapertura dell’ex Irisbus di Valle Ufita. “Gli ultimi 5 anni e la gestione di tutta la vicenda non possono farci accodare a questo momento di giubilo perché occorre capire quale sarà la capacità produttiva dell’Industria Italiana Autobus” continua il parlamentare che aggiunge: “Molte sono ancora le domande a cui va data una risposta chiara. E’ possibile conoscere nel dettaglio il piano di rilancio industriale? Dopo aver ricevuto il finanziamento pubblico da parte di Invitalia per la ristrutturazione, chi produrrà cosa in Valle Ufita? Si tratterà di autobus ad alta tecnologia? Quali saranno le ricadute per l’indotto? Che prospettive di medio-lungo termine sono state previste per le maestranze? Insomma esiste una prospettiva per lo stabilimento o tra 2 anni saremo di nuovo a parlare della crisi delle vendite di IIA?”. “Domande, queste, che necessitano di risposte chiare. Per questo ho depositato una interrogazione a risposta in Commissione Attività Produttive della Camera. Non ci limitiamo a festeggiare per l’accessione di un’insegna. Il nostro impegno è affinché quell’insegna resti accesa per molti anni, per sempre. In un’era nella quale si producono autobus elettrici con stampanti 3D, va  fatta innovazione seria soprattutto se si usano soldi pubblici”  conclude Sibilia.

 

 

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