Crisi: andati “in fumo” 2100 euro reddito a testa

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Ammonta a 2.100 euro il potere d’acquisto che ogni cittadino ha ‘bruciato’ dall’inizio della crisi. E in due anni di ‘ripresa’ ha recuperato solo 180 euro. Emerge da una ricerca Cer-Eures per Confesercenti. Tra il 2007 e il 2013, anno del culmine degli effetti dell’austerità fiscale, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è crollato del 10,6%. In termini monetari, la perdita è stata superiore ai 118 miliardi di euro, pari a oltre 2.100 euro per ogni cittadino. Mai prima di allora, nella storia della Repubblica italiana – sottolinea la ricerca – il reddito reale delle famiglie era diminuito per un periodo tanto lungo. Nel biennio 2014-15, meno  dell’1 per cento della perdita subita è stata recuperata, a conferma ulteriore della debolezza della ripresa seguita alla grande crisi. Ciò significa che ogni residente ha recuperato meno di 180 euro degli oltre 2.100 persi nei precedenti sei anni; nell’aggregato, sono tornati nella disponibilità delle famiglie meno di 8 dei 118 miliardi di euro andati persi.

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