Pochi infermieri in corsia: caos sanità

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Medici in corsia

Poco personale in corsia, all’appello mancano 74 mila infermieri. Secondo il rapporto Ipasvi (Federazione nazionale Collegi infermieri) gli infermieri guadagnano sempre meno, fanno più straordinari e sono mediamente troppo in là con l’età per assistere come dovrebbero pazienti anziani e gravemente malati. Tra il 2009 e il 2014, i tagli e i blocchi dei turn over hanno causato la perdita di quasi 7.500 infermieri in tutta Italia. E i deficit più pesanti hanno interessato regioni in piano di rientro come la Campania, il Lazio e la Calabria dove sono “scomparse” 5.439 risorse, pari al 72,5% del totale nazionale. Sono questi solo alcuni dei dati emersi dall’ultima analisi condotta dall’Ipasvi, che ha passato ai raggi X la situazione occupazionale degli infermieri, regione per regione. Non mancano le note positive: a fronte di una flessione media del 2,2% su scala nazionale, ci sono delle regioni in cui il numero degli infermieri al servizio è fortunatamente salito. E’ accaduto in Valle d’Aosta, dove la quota è aumentata, tra il 2009 e il 2014, del 6,03% o nella provincia di Trento, dove l’aumento è stato del 3,47%. Ancora. nelle Marche (+ 2,8%) e nella provincia di Bolzano (+2,7%). Flebili miglioramenti si sono registrati anche in Sardegna (+0,89%), in Sicilia (+0,81%), in Abruzzo (+0,38%) e in Lombardia (+0,04%). Tutte le altre regioni hanno, invece, fatto rilevare percentuali negative, con perdite particolarmente pesanti in Calabria (-16,31%), Molise (-11,18%), Campania (-9,89%) e Lazio (-8,38%).

Se il rapporto ottimale tra medici e infermieri dovrebbe essere di 1 a 3 e ogni singolo infermiere dovrebbe prendersi cura di non più di 10 pazienti, i dati emersi dall’analisi dell’Ipasvi documentano che, in molte zone del Bel Paese, le cose vanno in tutt’altro modo. La media nazionale attesta, infatti, un rapporto medico-infermiere di 1-2,5, con punte particolarmente allarmanti in Sicilia (1-1,9) e in Campania, Calabria e Sardegna (1-2). Non mancano le “oasi felici” del Friuli Venezia Giulia, dove ci sono 3 infermieri ad assistere un medico, del Veneto e della Provincia di Bolzano, dove il rapporto è addirittura al di sopra dello standard ottimale (rispettivamente 1-3,1 e 1-3,3). Per quanto riguarda i pazienti, ogni infermiere italiano ne assiste mediamente 12: un numero troppo alto, che diventa altissimo in regioni come la Campania (18), il Molise (15) e la Puglia (14).

Tra il 2009 e il 2014, le retribuzioni medie degli infermieri (che superano di poco i 22 mila euro annui) hanno subito una flessione dell’1,74% (pari a 70 euro, in valore assoluto). Il blocco dei turn over ha costretto inoltre gli infermieri in servizio a lavorare di più (gli straordinari sono risultati in aumento), sottoponendoli a turni spesso massacranti.

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