Monteforte Irpino, sogno (possibile): coccetella presidio slow food

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La preparazione della coccetella

Monteforte Irpino, comune di cerniera tra l’Irpinia ed il napoletano, riesce ancora a conservare, a distanza di quasi un secolo, una tradizione antica che, da sempre, ha fatto girare l’economia: la pasta fatta a mano. Regina assoluta è la coccetella, pasta fatta a mano dalle massaie di Monteforte secondo una ricetta antica ma semplice, figlia della cucina “povera” dei contadini. Una tradizione che ancora oggi si tramanda, di madre in figlia, una tradizione che riesce anche a produrre una discreta economia. Infatti, la pasta fatta mano dalle massaie, viene acquistata dai diversi ristoranti della zona. Oggi, la Pro Loco di Monteforte Irpino – guidata dal presidente Anna Elena Ercolino e dal vicepresidente Giuliano De Mastro – prova ad alzare l’asticella, cercando di fare della coccetella un presidio slow food. Idea discussa durante un convegno al quale ha partecipato anche Lucio Napodano di Slow Food nazionale, che ha garantito il proprio appoggio per capire come arrivare al prestigioso risultato. Il convegno ha fatto da apripista a “Coccetelle & Friends”, evento in programma fino a domenica 24 luglio, durante il quale c’è il “trionfo” dei sapori irpini, coccetella in primis. Il dibattito ha visto altre qualificate partecipazioni e “adesioni” al progetto della Pro Loco di Monteforte Irpino, a cominciare dal presidente del consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio, dal commissario dell’Ept di Avellino, Luigi Napolitano e dal presidente Unpli di Avellino, Giuseppe Silvestri. A dare manforte al progetto anche l’amministrazione comunale, tramite la giovane e preparata neo-assessore alla Cultura, Lia Vitale. Tra gli obiettivi, anche la prosecuzione, per tutto l’anno, del corso gratuito di pasta fatta a mano “Maninpasta”. Lo stesso assessore Vitale ha fatto intuire che potrebbe farsi portavoce del progetto di inserire la coccetella nei menù delle mense scolastiche.

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