Avellino, Sibilia (M5S): doppia beffa per l’Associazione Pianeta Autismo

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“Trovo incomprensibile che il Comune di Avellino ancora non abbia dato vita ad un censimento e ad un’anagrafe dei cittadini disabili e bisognose di assistenza a tutti i livelli. Questa è la base per cercare di dare le risposte giuste per le varie esigenze. Trovo sia folle che il Comune, vista l’inadeguatezza nel gestire la vicenda del centro autistico di Valle, faccia pagare all’Aipa – Associazione Irpina Pianeta Autismo –  un fitto mensile per la struttura nella quale l’associazione svolge la propria attività quotidianamente con grande professionalità ed abnegazione. Ci vuole un minimo di decenza”. Carlo Sibilia, deputato del Movimento Cinque Stelle, traccia un primo bilancio della prima giornata della “campagna d’ascolto” partita con le associazioni che si occupano di disabilità, salute e questioni sociali.  La prima tappa è stata nella sede della Caritas, con Carlo Mele. “Mi sembra – spiega Sibilia – così come detto da Mele che ringrazio per l’ospitalità, che ci sia innanzitutto un’urgenza duplice da affrontare: l’arrivo di 40 nuovi migranti e la sistemazione di coloro che, dopo il periodo trascorso nelle cooperative, non sanno cosa fare. Un elemento a favore per fermare questa tratta degli schiavi 2.0 dove a guadagnare sono solo pochi speculatori. Ma il danno sociale è enorme e va fermato prima di farlo diventare irreversibile. Nel frattempo in Parlamento abbiamo già fatto approvare una risoluzione per fornire il trasporto pubblico gratuito a tutti i disoccupati e chi è in cerca di lavoro. Questa possibilità deve essere estesa anche ai disabili. Come possiamo permettere che un parlamentare giri l’Italia a costo zero e che persone dipendenti da questo servizio non abbiano questo identico diritto. Il Comune di Avellino – prosegue il componente del direttorio M5S – ha il dovere di scrivere la famosa “carta dei servizi”. Questo è il principale documento di cui deve fornirsi un’amministrazione, per stabilire un “patto” con gli utenti. Per dire quali servizi fornisce e con quali standard. È la nostra costituzione dei servizi. Piazza del Popolo si attivi immediatamente”. Diversi altri gli spunti emersi nel corso del colloquio con Mele durato circa un’ora. “Spesso ci sono diritti oppure anche dei semplici servizi o norme di legge, agevolazioni e così via, che gli utenti non conoscono. Una buona amministrazione deve concedere il diritto in automatico, non bisogna aspettare che il cittadino faccia “la domandina” per ottenere qualcosa che gli spetta. Serve uno sportello on line con assistente Skype pronto a dare tutte queste informazioni. Senza costringerci ad andare al Comune. I centri di ascolto che prima erano ubicati nelle sedi delle circoscrizioni costituivano un intermediario importante. Vanno riattivati. In questo modo, i centri potrebbero fornire una serie di informazioni utili e, nelle stesso tempo, potrebbero ospitare tutti coloro che hanno bisogno di essere ascoltati o semplicemente consigliati. Proprio come il Movimento Cinque Stelle fa nei Comuni dove governiamo”. Carlo Sibilia è stato poi ospitato dai vertici dell’Aipa di Avellino a Bellizzi e si è confrontato con il presidente Elisa Spagnuolo, con il dottore Scipione Pagliara e con diversi volontari. “Stenderei un velo pietoso sull’ennesima vergogna di questa città: il centro per l’Autismo. Ammetto. Basta cavilli. Si termini la struttura e la si faccia funzionare. 14 anni di attesa sono troppi per qualsiasi cosa, figuriamoci per una famiglia con bambini autistici (ormai adulti). Porremo dei rimedi alla nascente legge regionale sull’autismo che, così come mi è stato spiegato, di fatto estromette le associazioni favorendo il privato. Una cosa, questa, che per noi non dovrà mai accadere, visto che siamo convinti sostenitori, da sempre, dei servizi pubblici efficienti. Parlerò subito con i nostri consiglieri regionali per capire cosa di può fare”. La campagna di ascolto di Carlo Sibilia è proseguita con altre associazioni: LiberoxTutti, Chirs, Aism Avellino. “Ma ovviamente – spiega il parlamentare – non ci fermeremo qui e chiunque avesse bisogno ci parlare con noi, lo può fare tranquillamente”.

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