Brexit, a rischio per la Campania 55 milioni di euro

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Brexit: dal turismo in Valle d’Aosta all’alimentare della Campania e dell’Abruzzo, ecco chi rischia di veder calare le vendite alla Gran Bretagna. La regione italiana più esposta? La Basilicata. Già alla vigilia del referendum britannico era stato stimato che, in caso di Brexit, l’export dell’Italia verso Londra sarebbe calato: qualcuno dice del 5%, qualcun altro arriva a ipotizzare persino il 9% in tre anni. A Brexit avvenuta, Nomisma ha fatto i calcoli. E la più esposta al rischio è la Basilicata, che Oltremanica destina quasi il 15% del suo export. Sono soprattutto le vetture che la Fca produce a Melfi: nel 2015 l’80% delle esportazioni lucane nel mondo sono state di autoveicoli e nel Regno Unito si sono vendute oltre 8mila vetture, tra 500X e Renegade. Tra l’altro, a detta di tutti gli analisti il comparto dell’auto sarà uno dei più colpiti dall’uscita britannica dalla Ue. Al secondo posto, con il 10,6% dell’export indirizzato verso il Regno Unito (pari a 778 milioni di euro), la regione italiana più esposta è l’Abruzzo, che Oltremanica vende soprattutto i prodotti delle sue industrie manifatturiere. Terza invece la Campania, per la quale Londra – alla quale vende soprattutto prodotti alimentari – rappresenta ben il 12,5% della bilancia commerciale con l’estero, pur con un controvalore che si limita a soli 55 milioni di euro. A livello nazionale, l’Italia dovrebbe accusare il colpo meno di altri Paesi europei, dato che per le nostre imprese la Gran Bretagna rappresenta il 5,4% del totale dell’export.

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