Export, l’automotive di Melfi traina il Sud

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Fca Melfi

La mappa territoriale del commercio estero su “Il Sole 24 Ore”. Lazio e Veneto le regioni più dinamiche, mentre la regina dell’export italiano per quota di mercato resta la Lombardia. Il Lazio nel 2015 ha aumentato la sua performance sui mercati esteri del 9,2%, il Piemonte è cresciuto del 7%, il Veneto è balzato del 5,3 per cento. Le esportazioni del Nord-Est meglio di quelle del Nord-Ovest: +4,7% contro +2,7%. La farmaceutica spinge il Centro Italia mentre l’automotive di Melfi traina il Sud. La mappa del commercio estero regione per regione è contenuta nel rapporto annuale Ice-Istat sull’Italia nell’economia internazionale, lo stesso che ha certificato per il nostro Paese un aumento delle esportazioni complessive di merci e servizi del 4,3%, a quota 413 miliardi di euro. Quasi la metà dell’incremento delle esportazioni del Nordest si deve dunque al Veneto, responsabile di circa il 14% di tutto l’export nazionale e seconda regione italiana per quota di mercato. Una parte del merito va anche all’Emilia-Romagna, terza regione italiana per volumi di export, che ha contribuito per 1,9 dei 4,7 punti di aumento registrati nell’area nordorientale, grazie soprattutto alla buona performance delle apparecchiature elettromedicali. Più modesto il contributo del Friuli-Venezia Giulia, dove hanno pesato le flessioni del comparto metallurgico e meccanico, compensate solo in parte dalla grande crescita delle bevande, e dei vini in particolare. Buona parte dei successi dell’Italia centrale – che nel complesso ha visto aumentare le esportazioni del 4%- è invece legato alla farmaceutica. Chi invece ha fatto male l’anno scorso sono stati i distretti industriali delle Marche, che hanno registrato un calo complessivo dell’export del -2% in buona parte determinato dalla contrazione del mercato russo. Nel Nordovest la performance è stata piuttosto disomogenea: si va dal +7% delle esportazioni del Piemonte al -4,2% della Liguria, con la Lombardia che ha fatto registrare solo un modesto +1,5%. Nel complesso, la crescita dell’area è stata guidata dagli autoveicoli, in particolare quelli destinati agli Stati Uniti, dove le vendite tra il 2014 e il 2015 sono pressoché raddoppiate. Anche l’elettronica, la chimica, la moda e l’arredamento hanno dato il loro contributo, mentre a differenza delle altre regioni italiane al Nordovest sono calate le esportazioni del comparto agroalimentare. Capofila del Sud, infine, è stata la Basilicata, che nel 2015 ha messo a segno un exploit del +145%. La performance lucana non deve trarre in inganno: l’export totale della regione è stato di soli 2,8 miliardi di euro, un quarantesimo delle esportazioni lombarde. Il dato è infatti drogato dalle vendite di autoveicoli prodotte dallo stabilimento Fca di Melfi. All’opposto, il fatturato estero della Sicilia è diminuito del 12,4% – la performance peggiore di tutto il Paese – per colpa delle performance negative del comparto petrolifero: al netto di questo settore, le esportazioni siciliane sarebbero cresciute di oltre io punti grazie al settore alimentare e a quello elettronico. Guardando all’esportazione di servizi (rispetto a quella di merci, in Italia generano un giro d’affari di circa un sesto), i dati regionali Ice-Istat ci di cono che il Mezzogiorno è stato per il secondo anno consecutivo l’area più dinamica grazie soprattutto alle performance del turismo, che rappresenta oltre il 90% di tutto l’export del comparto. In valori assoluti, invece, è sempre il Nordovest al primo posto, con una quota sull’export totale italiano del 40,7%. E al primo posto tra le sue regioni c’è sempre la Lombardia, con una fetta del 29 per cento.

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