Camere di Commercio, “salvi” 17mila dipendenti

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    Ammorbidito il decreto sulle Camere di commercio rispetto alle bozze di qualche settimana fa. Il testo, che attua la riforma della Pubblica amministrazione, è atteso al Consiglio dei ministri della prossima settimana. Il disegno complessivo resta quello: le Camere devono scendere da 105 a 60 e gli incarichi di vertice diventano gratuiti, con un risparmio di 17 milioni di euro l’anno. “Ma ci sono due limature che riguardano la pancia e il cuore del sistema, personale e risorse”, scrive il Corriere della Sera. 17 mila dipendenti delle Camere di commercio possono tirare un sospiro di sollievo. Nella vecchia versione il decreto prevedeva una riduzione dei lavoratori tra il 15 e il 25%. Un taglio orizzontale, a prescindere. Che però è sparito nella nuova versione: saranno le stesse Camere di commercio a comunicare gli eventuali esuberi. E, se ci saranno, gli esuberi verranno comunque riassorbiti nella Pubblica amministrazione. La seconda limatura riguarda i soldi, il diritto annuale che le imprese pagano al sistema camerale. Con un precedente provvedimento il contributo era già stato dimezzato a partire dal 2017. Il taglio resta ma non ci saranno le ulteriori riduzioni che pure erano previste per gli anni successivi. Dal 2018, dice il decreto, sarà semplicemente eliminato l’adeguamento all’inflazione. Un meccanismo che, con l’inflazione a zero, non avrebbe prodotto grandi effetti.

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