Sorrentino (Mtv): vino spot straordinario per la Campania

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Maria Paola Sorrentino

Cooperazione e collaborazione: Maria Paola Sorrentino, neopresidente del Movimento del Turismo del Vino Campania, non ha molti dubbi sulla strada da percorrere per mettere il vino al centro dell’economia regionale. “La nostra associazione ha enormi potenzialità, ma purtroppo c’è poca partecipazione. E’ questo il primo gap da colmare”. All’associazione campana aderiscono al momento una quarantina di aziende, per lo più legate alla storica iniziativa “Cantine aperte”, fiore all’occhiello del movimento.

Presidente, da dove si riparte per ridare slancio al vino campano?

Dobbiamo imparare a fare sistema, a collaborare. E invece c’è ancora troppa resistenza a lavorare insieme, a condividere idee e progetti. Il nostro sguardo deve essere rivolto all’enogastronomia che può diventare il volano dell’economia campana. Ma bisogna fare in fretta, cambiare metodo: il gap è soprattutto culturale, manca spesso il giusto approccio imprenditoriale.

A cosa si riferisce in particolare?

Il vino è un prodotto di eccellenza e deve diventare riferimento per l’intero territorio. Dietro le nostre bottiglie più prestigiose ci sono realtà straordinarie che vanno promosse e valorizzate anche e soprattutto da un punto di vista commerciale. Il vino non può farcela da solo se non cresce e si mette in gioco tutta la Campania. Bisogna migliorare la nostra capacità di accoglienza e comunicazione, c’è bisogno di profili professionali specifici. La formazione sarà una delle linee guida del mio mandato.

Dal Vesuvio al Cilento fino al Sannio e l’Irpinia: cambiano i vini ma non le politiche di sviluppo. Sembra che la Campania sia incapace di cambiare marcia.

E’ vero, i problemi sono comuni a tutta la regione. Nelle prossime settimane avrò sicuramente l’occasione di confrontarmi con gli imprenditori e gli operatori di settore e, soprattutto, di andare in giro per la nostra regione per coglierne punti di forza e debolezza. Dispiace che nel nostro settore si faccia ancora fatica a valorizzare al meglio una produzione di assoluta eccellenza. Ogni provincia ha specifiche peculiarità, ma credo sia possibile lavorare in rete, guidare un processo omogeneo che abbracci le diversa realtà territoriali.

In che modo si passa alla fase operativa?

Mettendo in campo, ad esempio, dei pacchetti turistici. Il vino può essere un richiamo straordinario per attrarre turisti in Campania, anche nelle aree interne. Ecco perché dico che bisogna migliorare le politiche di accoglienza, il visitatore va incoraggiato, guidato nelle degustazioni e nella conoscenza del territorio. Ci sono flussi turistici importanti da intercettare: il nostro territorio ha un patrimonio storico, naturalistico ed enogastronomico unico, è arrivato il momento di capitalizzare queste risorse. La domanda c’è, il nostro settore ha sempre tenuto, anche durante gli anni più bui della crisi. Ora si tratta di riorganizzare l’offerta, interpretare al meglio i nuovi bisogni e le aspettative che guardano con crescente attenzione al territorio, alla qualità delle produzioni, all’ambiente.

Internet e le nuove tecnologie possono essere un alleato importante?

Certo, ma internet e i social vanno gestiti con intelligenza. Il turismo che ruota attorno al vino è particolare, se vogliamo ancora di nicchia e la promozione in rete deve essere mirata e di qualità. Non sarà facile cambiare rotta, ma abbiamo il dovere di lavorare, tutti insieme, ad un nuovo percorso di crescita e sviluppo.

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