Più app e meno file: a rischio 20mila bancari

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Solo in Italia la grande crisi del credito, di fiducia, capitale, redditività, ha cancellato 36mila posti di lavoro. Da qui al 2025, profetizza uno studio Citigroup, si ridurranno al ritmo del 3% l’anno, un milione in meno in Europa, centomila solo in Italia. Posti travasati verso aziende native digitali, da Google alle rampanti startup fintech. Riconvertiti, se le “vecchie” banche saranno in grado. O cancellati. Un cliente tipo italiano interagisce con la banca 16 volte al mese: sette su Internet, cinque al Bancomat, due via smartphone. Restano due contatti umani, uno in filiale e uno al telefono: pochi per giustificare migliaia di sportelli. In Italia, dal picco del 2010 (33.621 ), le filiali sono scese a 30.623, e i bancari a 299 mila, con 48 mila esuberi (a fronte di 12 mila assunzioni). Altri 20 mila tagli, dicono i piani industriali già approvati, dovrebbero scattare entro il 2020, senza contare la nuova possibile ondata di fusioni e relative “sinergie”.

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