Vergogna Avellino: l’associazione per disabili senza bagni

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Carlo Sibilia e Marianna Farese

Una campagna di ascolto che, per un giorno intero – sabato 30 luglio -, ha portato il deputato Carlo Sibilia in giro tra le associazioni di Avellino che si occupano di disabilità e servizi sociali. Cinque incontri, lunghi e dettagliati, da cui il componente del direttorio del Movimento Cinque Stelle ha estrapolato un dossier di 14 pagine, fitte di fatti “inquietanti” ma, soprattutto, di proposte. Ecco quali sono.

Censimento e carta dei servizi sociali: per dare un buon servizio devi sapere a chi darlo; utilizzo spazi e strumenti gratuiti, agevolati: chi si occupa di persone in difficoltà deve avere agevolazioni su spazi e strumenti. La città offre già strumenti, ma i politici mancano di buon senso; mobilità gratuita e accessibile: cittadini affetti da disabilità non devono pagare i mezzi pubblici; niente “lettere scarlatte”: spiegare che tutti possono essere una risorsa anche con i propri limiti. Informazione, scuola, progetti universitari; riconoscere il valore dei progetti e agevolarli: no tasse; Consulta H: o la si ascolta (pareri vincolanti) o si abolisce. Abbastanza grave la situazione degli spazi. Succede, ad esempio, presso l’ex Eca. Fino a qualche mese fa, in questa struttura l’Auser (che si occupa di servizi agli anziani) aveva una stanza che utilizzava come propria sede. Quest’ultima ha deciso di trasferirsi dall’Ex Eca di via Tagliamento alcuni mesi fa. Come denunciato dal deputato del Movimento Cinque Stelle, quella stanza adesso è inspiegabilmente lasciata inutilizzata e non viene aperta nemmeno quando se ne fa richiesta al Comune e quando si paga per il suo utilizzo, così come aveva fatto stamane il Movimento.

Auser, sede inutilizzata
Auser, sede inutilizzata

La cosa più grave, ha spiegato Sibilia, è che di quella sede ne avrebbe bisogno il Chirs che è ubicato proprio nella stanza affianco. Il Chirs necessita di spazi e, cosa più assurda, non ha un bagno. Quindi, l’appello lanciato al Comune è: “Aprite quella porta”. Basta semplicemente riaprire una porta murata. Basta poco per porre fine ad una delle tante vergogne che si consumano in città sul fronte dei disabili e del servizi sociali.

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