Più lavoro nell’Ue ma l’Italia resta indietro

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Contratti in aumento, ma non basta

Lavoro in crescita nell’Unione Europea, ma l’Italia resta indietro. Secondo i numeri pubblicati da Eurostat, il 15,4% di coloro che risultavano disoccupati nell’ultimo trimestre del 2015 hanno trovato lavoro nel primo trimestre di quest’anno. Si tratta di 3 milioni di persone. Il 65,7%, pari a 13 milioni di persone, è ancora in cerca di lavoro e il 18,9% è divenuto inattivo, cioè non cerca più lavoro. L’Italia presenta numeri inferiori alla media Ue per quanto riguarda la percentuale dei disoccupati che, nel primo trimestre di quest’anno, hanno trovato un lavoro. Si tratta del 12,8% di coloro che risultavano disoccupati nell’ultimo trimestre del 2015, la media Ue è del 15,4%. L’Italia sembra andare meglio per quanto riguarda le persone ancora in cerca di lavoro rispetto all’ultimo trimestre del 2015: 50% contro 65,7% della Ue. Ma ciò è contro bilanciato dagli inattivi, da coloro che non cercano più lavoro, pari al 37,1% di coloro che risultavano disoccupati a fine 2015, contro una media Ue del 18,9%

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