Missione lavoro in Alta Irpinia: noi, più forti della crisi

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Il tavolo dei relatori a Calitri

In Alta Irpinia, alla ricerca della strada giusta per trovare lavoro ed immaginare un futuro nella propria terra. La presentazione, a Calitri, del libro “Più forti della crisi. Come trovare lavoro quando tutti lo perdono” è stata l’occasione per un confronto a più voci. Presenti all’incontro, inserito nel lungo e ricco calendario di eventi dell’estate calitrana, uno dei due autori, il giornalista Marco Grasso, il sindaco Michele Di Maio, il presidente del Forum Giovani Martina Caputo e gli imprenditori locali Giovanni Di Roma e Salvatore Caruso. Il dibattito nella locale Casa della Musica è stato moderato dal professore universitario Antonio Lucadamo. “Il libro – ha precisato in apertura Lucadamo che, nel corso del dibattito, ha citato e letto alcuni passaggi del testo – ha il merito di fare sintesi e chiarezza su un argomento sul quale c’è ancora troppa confusione. E’ sicuramente uno strumento di orientamento importante per i giovani e per chi è alla ricerca di occupazione”.

La platea di Calitri
La platea di Calitri

Il testo si compone di due parti: la prima, di orientamento, è una guida pratica ed operativa per chi è alla ricerca di un’occupazione. Gli autori hanno scelto la metafora della caccia al tesoro per creare un percorso ideale e arrivare, per schemi e step successivi, al bersaglio grosso. Come scrivere un curriculum, come selezionare le aziende e, soprattutto, come capire i propri punti di forza e debolezza e, di conseguenza, i propri obiettivi sono alcuni dei capitoli trattati nel testo che, nella seconda parte, lascia la parola agli imprenditori irpini ed a chi ha saputo essere più forte della crisi.

Un obiettivo che si sente di condividere anche il Forum Giovani di Calitri guidato dalla Caputo. “Siamo impegnati su più fronti, anche di concerto con altre associazioni locali, per sensibilizzare ed incentivare i giovani a mettersi in gioco ed ad adoperarsi per la crescita del nostro territorio”, precisa la presidente. Auspica un rilancio anche lungo la fortunata scia dello Sponz Fest il sindaco Di Maio. “Può essere una traccia sulla quale lavorare ed investire anche durante l’anno. Il movimento che si è creato intorno la manifestazione è un patrimonio importante, da coltivare anche nei prossimi mesi in attesa delle nuove edizioni”, precisa il primo cittadino che non nasconde le difficoltà di creare lavoro e occupazione in Alta Irpinia. “Qui c’è l’area industriale più debole di tutte quelle nate all’indomani del terremoto: fare impresa non è facile, anche se i buoni esempi non mancano”. Il primo cittadino si è detto amareggiato anche per “lo scontro in atto sulla gestione dei Gal. Può essere un’opportunità, ma occorrerebbe non perdere di vista i veri obiettivi”. Nel libro scritto a quattro mani con Donatella De Bartolomeis, che ne ha curato anche la pubblicazione con la case editrice “Il Papavero”, il giornalista, collaboratore de Il Mattino e piueconomia.com, ha dato voce e spazio a storie imprenditoriali locali di successo, tutte nate dalle ceneri della crisi. “Perché questi anni di difficoltà e sofferenza – ha precisato Grasso in un passaggio – possono diventare anche straordinaria occasione di crescita e riposizionamento. Nel libro racconto la storia di irpini che, perso il lavoro e finiti spalle al muro, hanno tirato fuori dal cassetto progetti accantonati da tempo, trovando così la strada che avevano sognato e immaginato da sempre. Sono storie semplici che non raccontano idee straordinarie, ma sono il frutto di passione, impegno e professionalità. Un modello alla portata dei nostri giovani”.

E’ il caso anche dei due imprenditori presenti in sala. Giovanni Di Roma fino a sedici anni fa lavorava nell’edilizia. Oggi guida un caseificio dove le moderne tecnologie convivono in perfetta simbiosi con le tradizioni e le metodologie più antiche di lavorazione del formaggio. “Siamo partiti da zero e oggi siamo a buon punto. Sono soddisfatto del lavoro svolto e di quanto realizzato, ma guai ad abbassare la guardia”, precisa. “L’impresa non finisce mai, si costruisce giorno dopo giorno”. Di Roma, negli anni, è diventato un marchio noto ed esportabile, ad esempio in America e Marocco dove Giovanni, come Antonino Cannavacciuolo ama fare in Tv con ristoratori e aspiranti chef, guida e orienta la nascita di nuovi caseifici. “E’ una splendida avventura soprattutto per il nostro territorio e le nostre tradizioni che diventano modello in altre realtà”. Ed è altrettanto affascinate e luminoso anche il percorso di Salvatore Caruso e della sua griffe “Nelle grandi fauci”. I jeans sono la punta di diamante di una produzione di qualità, perfetto equilibrio tra stile e innovazione. Il marchio made in Calitri ha conquistato anche Cinecittà, ed attori come Alessandro Gassman, Alessandro Preziosi e Raul Bova. “Perchè la globalizzazione – racconta l’imprenditore – ha accorciato le distanze e oggi, se hai passione e lavori bene tutti i giorni, ti può ritagliare uno spazio di qualità in un mercato mondiale anche da un piccolo paese dell’Alta Irpinia”.

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