Aree di crisi: patto Confindustria-sindacati

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Industria, patto anti-crisi

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil: patto per le aree di crisi. Le forze sociali nazionali hanno sottoscritto un insieme di proposte per affrontare al meglio la difficile situazione congiunturale e governare con più efficacia i processi di transizione industriale. Gli indicatori del mercato del lavoro risentono, infatti, di una situazione di debolezza, i recenti interventi legislativi di riforma degli ammortizzatori sociali hanno sensibilmente ridotto lo spazio di azione delle politiche passive del lavoro e manca ancora un assetto compiuto delle politiche attive. Il documento propone un modello innovativo di gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali che mette al centro la ricollocazione dei lavoratori, assegnando alle parti sociali, attraverso la contrattazione, un ruolo attivo e di grande responsabilità.

In particolare, sono state individuate specifiche soluzioni da adottare in due differenti contesti: nelle imprese interessate dalla CIGS, laddove siano previsti esuberi, si propone, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori, già durante il periodo di cassa integrazione. Per le attività di formazione e di outplacement le parti hanno previsto la possibilità di operare attraverso i fondi interprofessionali: Nelle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre alle misure sopra descritte, anche alcuni correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali. Confindustria, Cgil, Cisl e Uil confidano nella condivisione da parte del Governo e ne auspicano la piena attuazione, forti della convinzione che, nell’attuale contesto produttivo ed economico, siano utili per dare risposte adeguate a imprese e lavoratori.

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