Lavoro nero in calo: evasione da 22.6 mld

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Lavoro nero

Lavoro nero in calo nel 2016: -250.000 unità irregolari per un’evasione di 22,6 miliardi, a fronte dei 25 miliardi dell’anno scorso. La ricerca della Fondazione studi dei consulenti del lavoro evidenzia come il fenomeno degli incarichi ‘sommersi’ abbia cifre considerevoli: nel primo semestre del 2016, in media, un’azienda su 3 tra quelle controllate usa personale in nero. Su 67.108 imprese sottoposte a verifica sono stati riscontrati 21.401 occupati “fuori norma”, con un tasso di irregolarità pari al 61,23%, in aumento di 2,34 punti percentuali rispetto al primo semestre 2015. I professionisti segnalano che, in particolare, le inadempienze portate alla luce riguardano sostanzialmente i fenomeni di ”elusione (ad esempio, il mancato assoggettamento ad Inps e Irpef di parte della retribuzione corrisposta), lavoro parzialmente sommerso (ovvero i rapporti avviati part-time che, invece, di fatto sono a tempo pieno)” e di attività totalmente in ‘nero’. Nella prima parte del 2016, si sottolinea nel dossier, il 46,66% dei 45.870 occupati non in regola si scopre essere completamente in nero (-6,76% al confronto con il 2015). A favorire la discesa del sommerso è stato soprattutto lo sgravio previdenziale triennale, ”che ha spinto le aziende, soprattutto negli ultimi giorni del mese di dicembre 2015, a regolarizzare i rapporti. Si ribadisce la necessità di ridurre il costo del lavoro che costituisce un pesante ingombro nei bilanci delle Piccole e medie imprese”.

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