Camera Commercio, la fusione Avellino-Benevento si può fare

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Antonio Campese

La Regione Campania, apprendiamo da “Il Mattino”, ha nominato il proprio rappresentante in seno al collegio dei probiviri della Camera di Commercio di Benevento. «Il relativo decreto – afferma il presidente dell’ente, Antonio Campese, è pervenuto lo scorso venerdì». Ad essere stato investito della funzione, Cosimo Cecere; si affiancherà a Francesco Evangelista, già nominato dal ministero dello Sviluppo lo scorso luglio. Anche se resta da essere indicato il terzo componente a cura del ministero della funzione pubblica – perché è di tre membri che si compone l’organismo chiamato a verificare la legittimità degli atti camerali – il collegio così composto è pienamente in grado di esercitare le sue funzioni. «Il che significa che si può convocare il consiglio camerale al più presto; giusto il tempo tecnico necessario per la bisogna», chiarisce Gianluca Alvigi, membro della giunta camerale, presidente provinciale della Confesercenti. La designazione era attesa da tempo. Senza di essa, la camera era ferma al palo, nella assoluta impossibilità di svolgere le sue funzioni. «Oggi daremo vita ad una sorta di pre-giunta; insieme decideremo tempi e modi per convocare giunta e consiglio, con un punto fondamentale all’ordine del giorno; la fusione con la camera di Avellino». Quello dell’accorpamento con l’ente irpino è il progetto al quale Campese ed i suoi stanno lavorando sin da quando ha preso corpo la legge di riforma delle camere di commercio voluta dal governo Renzi. L’istituzione irpina ha già formalizzato con delibera la volontà di unirsi a Benevento. «Ed è quello che vogliamo noi» sostiene il presidente garantendo che non si frapporranno ulteriori indugi all’avvio del relativo percorso. Un procedimento che, probabilmente, dovrà essere curato dal suo vice, Aurelio Grasso. Il presidente, infatti, sarà fuori dalla mischia per qualche tempo a causa di un legittimo impedimento. «In ogni caso, non trascorrerà la settimana senza che siano stati convocati gli organi statutari per pronunciarsi sull’accorpamento», puntualizza Alvigi.

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