Fatturato e valore aggiunto: il ruggito della Campania

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    Valore aggiunto e fatturato: per le società che hanno chiuso il bilancio in utile il 2015 può essere considerato una buona annata. E non fanno eccezione, si legge dalle colonne del “Sole 24 Ore”, Avellino e la Campania, ed in particolare le aree interne. Con una variazione percentuale di +23.6 per cento rispetto al 2014, Avellino si colloca infatti, per valore aggiunto, nella top ten nazionale, appena dietro a Caserta (+23.7%) e Benevento (+24.2%). Staccate Salerno (+13.4%) e Napoli (5.1%). Sono dunque aumentati il valore aggiunto, elemento che evidenzia la crescita economica, ma anche il fatturato, anche se in questo caso la Campania perde qualche posizione in graduatoria. Per Avellino la performance relativa al valore della produzione è di +21.1%. Guidano ancora in Campania Caserta (+30.6%) e Benevento (+26.6%).
    Il dato emerge da una analisi di Infocamere su un campione di circa 370mila bilanci. Sono state incluse le società che l’anno scorso hanno avuto un utile d’esercizio ed escluse le società quotate, quelle del settore finanziario e i soggetti non obbligati al deposito del bilancio in formato elettronico. Il valore aggiunto prodotto dal campione considerato ha quasi sfiorato i 252 miliardi, mentre il fatturato ha raggiunto i 1.105,5 miliardi. Dalla lettura dei bilanci, su un campione più ampio, emerge un altro elemento positivo: la leggera riduzione, al 33,6% dal 36,1% del 2014, dello stock delle aziende che hanno chiuso i conti in perdita. Il dato di fatto è che le società hanno prodotto e venduto di più. Le migliori performance non sono state realizzate nei distretti o dove è più fitta la presenza di reti d’impresa, ma nel Mezzogiorno. Su tutte spicca Oristano. Nella provincia sarda ci sono realtà della filiera agroalimentare, per la trasformazione del prodotto e la grande distribuzione alimentare, oltre a società che commercializzano prodotti e derivati petroliferi. Al primo posto per valore della produzione e al quinto per valore aggiunto c’è Potenza. Merito anche dell’automotive e degli impianti Fca dell’area della Sata che hanno marciato a pieno ritmo, trainando i fornitori, di cui circa la metà sono locali. Tra le regioni la Lombardia conferma il suo ruolo di locomotiva con quasi tutte le sue province al di sopra della media nazionale.

     

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