Sud, sgravi per le assunzioni: i soldi sono finiti

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Lavoro

Le risorse economiche per consentire ai datori di lavoro del Sud di dotarsi di personale con agevolazioni ora «non ci sono». A dirlo il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Claudio De Vincenti, durante un’audizione ieri mattina, nella commissione bilancio della camera. Tema della convocazione era conoscere gli esiti della ricognizione del governo compiuta sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 109, della legge di Stabilità 2016 (208/2015) sul denaro disponibile del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie da destinare all’ampliamento degli sgravi per i posti di lavoro a tempo indeterminato da realizzare nelle regioni meridionali nel 2017. Nel dettaglio, l’esponente di palazzo Chigi ha riferito che «le risorse complessivamente confluite nel Pac (Piano azione e coesione), derivanti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale, ammontano a circa 12 miliardi e 600 milioni», di cui sono stati già destinati ad una serie di interventi «circa 4,5 miliardi, di cui 3,5 miliardi con la legge di stabilità 2015 per la decontribuzione dei nuovi assunti»; sottraendo la quota già collocata, ha proseguito, i circa 8 miliardi residui del Pac risultano «impegnati» in più programmi, fra cui quella che è forte di una dotazione significativa (ancora non utilizzata) è un’iniziativa del ministero dell’Interno per asili nido e assistenza agli anziani non autosufficienti. I riscontri compiuti dall’esecutivo, pertanto, hanno dato un responso preciso: «Non ci sono risorse riprogrammabili per gli obiettivi indicati con la legge di Stabilità 2016», ha scandito De Vincenti. Inoltre, ha precisato, «tutti i 38 miliardi del Fondo sviluppo e coesione sono stati allocati» (l’80% è andato al Sud, il 20% al Centro-Nord) con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ad agosto, decretando il «pieno assorbimento» finanziario per il 2007-2013.

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