Agricoltura, Coldiretti: per 30% italiani crea futuro più di industria

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Agricoltura 2.0

“Il 30% degli italiani ritiene che l’agricoltura sia il settore in grado di garantire in futuro maggiore ricchezza ed occupazione rispetto al 25% che indica l’industria, il 22% l’artigianato e il 20% la cultura”. E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine sui ‘Cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani’, all’apertura del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Cernobbio. Dalla stessa ricerca emerge che “per la metà degli italiani è proprio il cibo il vero simbolo del Made in Italy che lo rappresenta meglio della moda (22%) e della produzione artistica e culturale (16%) mentre appena il 6% indica il design ed il 3% le auto”. Insomma, il cibo è “un patrimonio del Paese che genera valore in sé ma che- sottolinea la Coldiretti- svolge anche una funzione importante di traino per l’intera economia per l’impatto positivo di immagine sui mercati esteri dove il cibo Made in Italy è sinonimo di qualità”. Una considerazione che trova riscontro anche nei dati relativi alle esportazioni manifatturiere, “con l’agroalimentare che nel 2016 fa registrare una crescita complessiva del 2,3% mentre calano tessile (-0,1%) ed autoveicoli (-1,1%)”, secondo un’analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi sette mesi dell’anno. Una crescita che proietta il cibo Made in Italy verso un nuovo record dell’export che già nel 2015 avevano raggiunto il valore massimo di sempre a 36,9 miliardi.  “Numeri e tendenze che dimostrano la nuova centralità acquisita dal cibo tanto a livello economico quanto dal punto di vista sociale, una centralità dietro la quale c‘è il lavoro degli agricoltori italiani che in questi anni hanno saputo garantire produzioni di straordinaria qualità con caratteri distintivi unici e una varietà e un’articolazione che non ha uguali al mondo”, ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando la necessità di “continuare a lavorare per tutelare il Made in Italy a tavola, promuovendolo e sostenendolo con norme adeguate, e garantire l’originalità dell’offerta enogastronomica che rappresenta un valore aggiunto inestimabile dal punto di vista storico, culturale, sociale e turistico”.

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