De Luca: fannulloni non avranno mai avviso garanzia

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De Luca

“Siamo il Paese delle corporazioni, stanno bene soltanto alcune categorie come i ladri professionali e i fannulloni. Loro non fanno niente e quindi non avranno mai un avviso di garanzia. In questo Paese sta male solo la categoria degli uomini liberi, coloro che non vogliono padrini e padroni”. Così, a Napoli, Vincenzo De Luca, governatore campano, durante un incontro pubblico sul referendum costituzionale. Il presidente della giunta, ieri rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione di piazza della Libertà, a Salerno, parla di una “impossibile” trasformazione urbana nel nostro Paese. “Provate a realizzare una piazza, ad approvare una variante che vi viene proposta da un responsabile di un procedimento per un problema geologico, non c’è raffronto tra Napoli o Salerno e Barcellona, Marsiglia, Valencia. In questo Paese- aggiunge De Luca- non si è in grado di avviare un programma di trasformazione urbana avendo tempi certi. Ma non avendo impostato in maniera autoritaria il programma ma dopo averlo sottoposto ai cittadini in campagna elettorale. Dopo passaggi in TAR e in Consigli di Stato, ti ritrovi dopo 7 anni con una prescrizione del Consiglio di Stato che ti dice che rispetto a un investimento che produce 2mila posti di lavoro si deve abbassare un cornicione di pochi centimetri. Questa è la realtà di oggi”. L’ex sindaco di Salerno muove poi una critica alla legge Severino. “Nella vita delle istituzioni e della pubblica amministrazione c’è ormai una legge che ispira tutti i comportamenti: mettere a posto le carte. In Italia i risultati non contano niente, conta mettere a posto le carte. E a maggior ragione con i tempi di oggi e gli elementi di barbarie giuridica che abbiamo accettato negli ultimi anni – continua – quando abbiamo immaginato che per una condanna per abuso in atto di ufficio in primo grado un dipendente pubblico potesse essere sospeso dalla sua attività e passare un guaio. Tuttavia, scriviamo ancora che la legge è uguale per tutti ma questo non è vero. Questa legge (si riferisce alla Severino, ndr) è uguale per sindaci e presidenti delle Regioni ma non per parlamentari, sottosegretari e ministri”.

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