“Aglianico tra i migliori vini italiani. Ma poco conosciuto”/VIDEO E IMMAGINI -Video

0
263

“L’Irpinia fa un vino esaltante, di grandissima qualità. Ma è poco conosciuto”. In queste poche battute, Gaetano Cappelli fa intuire perché il vino irpino ancora non riesce a decollare del tutto. Cappelli è intervenuto al terzo appuntamento di “Irpinia Madre Contemporanea”. Il filosofo e scrittore lucano ha presentato “Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo, storia che si svolge all’interno di una tenuta vinicola con un romanziere ingaggiato dal barone e agronomo Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie Finizia a finire il romanzo cui invano lavora da mesi. Nel suo intervento Cappelli ha rievocato anche alcuni passaggi dell’altra sua fatica letteraria sui vini “Storia controversa dell’inarrestabile fortuna dell’aglianico”, testo di straordinario successo di qualche anno fa, con una trama intrigante in un gioco di intrecci tra presente e passato, in cui il vino aglianico diventa il simbolo di una ricercata felicità. “L’Aglianico è tra le migliori produzioni oggi in Italia”, dice ancora Cappelli.

Nella seconda parte di  “Irpinia Madre Contemporanea” produttori a confronto, a cui ha partecipato anche il giornalista Annibale Discepolo, esperto in enologia, che ha evidenziato le preziose risorse vinicole della terra irpina, da cui partire per una crescita ancora più sostenibile. Spunto interessante che arriva in una settimana di riconoscimenti da parte delle guide di settore, che hanno premiato ancora una volta l’Irpinia, l’area geografica più importante della Regione per numero di cantine (150) e per le sue tre denominazioni di punta: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino.  Presenti i principali produttori vitivinicoli irpini tra cui Luigi Sarno, cantine del Barone; Roberto Di Meo delle omonime cantine, Antonio Pepe, cantine Bellaria; Pio La Bella, cooperativa le Otto Terre; Ilaria Petitto, cantine Donnachiara; Ferrante Di Somma, cantine Di Marzo; Historia Antiqua, Colli di Castelfranci, Ciro e Rita Picariello e Rosanna Petrozziello, I Favati. In sala anche Teobaldo Acone, presidente Gowine e ambasciatore Città del vino e il preside dell’Istituto agrario di Avellino, professore Pietro Canterini. I produttori hanno illustrato le loro esperienze, gli sforzi per raggiungere i successi, raccontando  il vino fuori dai canoni tradizionali puntando sulle enormi potenzialità culturali del prodotto che può diventare un traino in Italia e all’estero per far conoscere il made in Irpinia nel campo agroalimentare.

 

vino

Print Friendly, PDF & Email