Caso Cocchia, il Comune attende la risposta della preside entro domani

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Sigilli alla Cocchia di Avellino

Il sindaco Paolo Foti, l’assessore Costantino Preziosi e il dirigente scolastico dell’Enrico CocchiaSilvia Gaetana Mauriello, si sono incontrati questa mattina a Palazzo di città per decidere insieme il destino di circa 800 alunni della scuola di Avellino Al confronto ha partecipato anche una delegazione di genitori, apparentemente soddisfatta dell’ipotesi avanzata dal comune, illustrata alla stampa dall’assessore ai Lavori Pubblici.

Assessore Preziosi qual è la soluzione proposta dal Comune?

«Si tratta di una risoluzione dettata da uno stato emergenziale, il sequestro infatti risale a una settimana fa. Facendo uno screening sulle proprietà comunali abbiamo riscontrato la possibilità di utilizzare tre plessi: quello della Leonardo da Vinci, dove sono teoricamente disponibili 16 aule; la scuola a Rione Parco, che è pressoché vuota, quindi ci sono una decina di aule libere; e poi c’è il plesso di Valle, dove ci sono altre 9 aule. Questa è la nostra proposta e l’abbiamo riferita alla preside, sarà lei ora a dover fare una valutazione. Noi non stiamo cercando altre soluzioni. Il sindaco comunque entro lunedì farà un’ordinanza».

In che condizioni sono queste scuole?

«La Leonardo da Vinci e Rione Parco sono pronte, a Valle invece abbiamo appena finito dei lavori per l’antincendio».

Si sta lavorando anche sulla prevenzione dato che il territorio di Avellino, come tutta la provincia, è ad alto rischio sismico?

«Tutta l’Italia ha una classificazione da uno a due. Il capoluogo sta a due, mentre altri comuni a uno. Da inizio settembre, stiamo aggiornando il Piano di Protezione Civile, datato 2013, seguendo le ultime linee guida dettate dalla Regione».

Avete chiesto tempi celeri alla preside?

«Ha risposto che entro domani ci farà sapere. Noi attendiamo una sua conferma».

E i genitori, cosa hanno chiesto durante l’incontro?

«Oggi, rispetto agli altri giorni erano molto più tranquilli. Sono stati molto corretti esponendoci i loro timori riguardo i turni pomeridiani, che sono stati scongiurati, grazie alle 35 aule che sono state reperite, rispetto alle 32 richieste».

Perché non sono state più considerate la generosità della Provincia e la sede di San Tommaso?

«Abbiamo preferito non coinvolgere la Provincia perché ci sarebbe stato uno spacchettamento. Per quanto riguarda San Tomaso invece, stiamo terminando i lavori. Nel giro di un mesetto, lo stabile sarà pronto. Ora stanno ultimando la centrale termica. Resta solo il collaudo tecnico amministrativo, mentre quello statico è già pronto da tempo».

L’assessore raggiunto da un avviso di garanzia ha preferito non rispondere alle domande relative al sequestro e la possibilità che il “caso cocchia” possa allargarsi e coinvolgere altre scuole. Intanto, si attende una risposta da parte della preside, che ha partecipato all’incontro di stamane, senza però rilasciare alcuna dichiarazione. Non è chiaro se la dirigente abbia o meno condiviso la proposta del Comune.

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