Fondi per 160 milioni. Ecco dove investire in Campania

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Sono venti le aree di crisi in Campania dove attingere dal prossimo anno ai fondi del ministero per lo Sviluppo economico. Aree di crisi industriale dove applicare le agevolazioni per le imprese che decideranno di investire. La Regione ha disegnato, su indicazione del governo, una mappa in cui, in sostanza, gran parte della Campania è un terreno di crisi, da Napoli a Battipaglia, da Caserta ad Avellino, da Benevento a Pozzuoli. Una grande area suddivisa in venti zone in cui gli imprenditori già insediati o che decideranno di farlo potranno partecipare da gennaio ai bandi per complessivi 160 milioni del ministero guidato da Carlo Calenda. Restano fuori dalla mappa di crisi le aree meno industrializzate: le montagne del Matese l’Alto Sannio, Telese, il Cilento, Eboli, Agropoli, Vallo di Diano, Penisola sorrentina, Capri, Ischia, Mondragone, Costiera amalfitana, ma la Giunta regionale guidata da Vincenzo De Luca ha deciso di integrare i fondi statali attivando con 48 milioni ulteriori misure per il rilancio dell’economia dando priorità ai Comuni non compresi nelle aree di crisi. Due misure, una statale e l’altra regionale, che coinvolgeranno insomma tutta la Campania. Queste le venti aree prescelte: Caserta, Napoli, Avellino, Salerno, Nola, Nocera Inferiore, Benevento, Montesarchio, Sant’Angelo dei Lombardi, Solofra, Battipaglia, Ariano Irpino, Teano, Pagani, Castellammare di Stabia, San Giuseppe Vesuviano, Torre del Greco, Buccino, Sarno, San Marco dei Cavoti.

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