Unimpresa: rischio povertà per 9 milioni di italiani

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Meno disoccupazione, ma più lavoratori precari. Sono oltre 9,3 milioni gli italiani che non ce la fanno e sono a rischio povertà. L’area del disagio sociale diventa sempre più estesa. E’ quanto riferisce Unimpresa: ai disoccupati vanno aggiunti lavoratori in condizioni precarie o economicamente deboli, che estendono la platea degli italiani in crisi. Ai quasi 3 milioni di disoccupati Unimpresa somma i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (737mila persone) che a orario pieno (1,73 milioni). Vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (823mila), i collaboratori (327mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,71 milioni). Questo gruppo di persone occupate, ma con prospettive incerte circa la stabilità dell’impiego o con retribuzioni contenute, ammonta complessivamente a 6,34 milioni di unità. Il totale dell’area di disagio sociale, calcolata dal centro studi di Unimpresa sulla base dei dati Istat, oggi comprende dunque 9,3 milioni di persone, in aumento rispetto a un anno fa di 63mila unità (+0,68%).

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