Occupazione, in Campania crescita lenta nel 2015 (+1%)

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Jobs Act

La crescita dell’occupazione nel Mezzogiorno interessa tutti e tre i principali settori; in particolar modo l’incremento più significativo al Sud si registra in agricoltura (+5,5%, rispetto al +2,4% del Paese) e nei servizi; si estende anche all’industria in senso stretto, mentre ancora in flessione sono le costruzioni. L’occupazione terziaria aumenta in tutte le regioni con l’eccezione di Basilicata, Puglia e Molise. Il mercato risponde alle misure incentivanti sull’occupazione, in particolare alla combinazione di Jobs Act e decontribuzione sulle assunzioni a tutele crescenti di cui ha giovato il Sud. Queste misure non riescono però a incidere sulle problematiche strutturali del Mezzogiorno, che continua a rimanere legato a schemi già sperimentati: la prima forma di assunzione rimane l’occupazione a termine: l’occupazione a tempo determinato cresce nel 2015 del 3,3%, a tempo indeterminato si arresta allo 0,6%. Nel Mezzogiorno l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato è in termini relativi leggermente più accentuato (+37 mila occupati, pari all’1%) grazie alla decontribuzione sulle assunzioni a tutele crescenti. La crescita degli occupati a livello nazionale è costituita in gran parte da lavoratori dipendenti (+208 mila unità pari al +1,2%). La popolazione inattiva tra 15 e 64 anni continua a diminuire (-84 mila unità, pari al -0,6%). Nonostante i segnali positivi che invertono la tendenza del mercato del lavoro, i livelli occupazionali rimangono ancora molto distanti dai livelli pre-crisi in quasi tutte le regioni: in Calabria e Molise (-10%), in Sicilia (-8,5%), in Puglia (-8,4%), in Abruzzo (-6,3%), in Sardegna (-6,1%) e in Campania (-5,7%); l’unica regione ad avvicinarsi ai valori del 2008 è la Basilicata (-2,7%). L’andamento del 2015 è particolarmente positivo per questa regione (+3,5%), una crescita significativa avviene anche in Sardegna (+3,1%), Puglia (+2,4%) e Sicilia (+2,3%) mentre è più contenuta in Molise (+1,4), Campania (+1%) ed Abruzzo (+0,6%). E’ quanto si legge nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno.

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