Autunno nero, raccolto castagne -90% in Campania

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Castagna

Crolla il raccolto di castagne nel 2016 con tagli che raggiungono il 90% in Campania, la prima regione produttrice, ma al minimo storico è anche la produzione di novello con appena 2 milioni di bottiglie mentre ci sono pochi funghi ed i tartufi e il prezzo dell’olio è schizzato del 54% rispetto allo scorso anno a seguito del taglio dei raccolti di oltre 1/3. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione della Giornata del ringraziamento, dopo l’11 novembre che chiude tradizionalmente il bilancio dall’annata agraria che è stata sconvolta da un andamento climatico anomalo con pesanti effetti sui tipici prodotti autunnali e sulla spesa degli italiani. La produzione nazionale di castagne rimarrà quest’anno – stima la Coldiretti – inferiore ai 20 milioni di chili, appena il 30% di quella di dieci anni fa, soprattutto per effetto del clima ed in alcune aree del cinipide galligeno, il parassita cinese che fa seccare gli alberi ed ha provocato soprattutto nei boschi del Mezzogiorno una vera strage. In queste condizioni il consiglio è quello di frequentare le feste e le sagre dedicate a castagne e marroni molto popolari in tutta la penisola ma anche di acquistare direttamente dai produttori o i prodotti certificati mentre è bene diffidare dalle proposte acchiappaturisti che offrono le stesse caldarroste congelate durante tutto l’anno. Più difficile – continua la Coldiretti – sarà anche l’abbinamento con il tradizionale vino novello la cui produzione scesa in Italia al minimo storico di 2 milioni di bottiglie per le scelte produttive fatte dalle principali cantine sarà disponibile per i prossimi mesi. Per effetto del clima la stagione in molte zone è stata avara anche per agli appassionati di porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità che nascono negli oltre 10 milioni di ettari di bosco che – riferisce la Coldiretti – coprono un terzo del territorio nazionale mentre i prezzi del tartufo hanno raggiunto i 350 euro all’etto al borsino del tartufo di Alba, punto di riferimento a livello nazionale. Il pregiato il Tuber magnatum Pico  si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori che però continuano ad essere battuti dai ricercatori. Sui livelli minimi è stata quest’anno anche la produzione di olio di oliva per effetto del crollo del 38% rispetto allo scorso anno per un totale di appena 298 milioni di chili, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Unaprol che rilevano un prezzi alla borsa merci di Bari, la più rappresentativa a livello nazionale, in significativo aumento con un balzo del 54% rispetto allo scorso anno. L’ andamento produttivo nazionale  si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede una storica carestia dei raccolti per effetto del crollo della produzione anche in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%) mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso.

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