Da Gambero Rosso a Veronelli: il Fiano di Sarno tra i più premiati d’Italia

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    Maura Sarno

    Pokerissimo per Tenuta Sarno 1860. Fatto abbastanza raro, fra i vini più premiati quest’anno dalle Guide italiane, c’è un vino irpino, ovvero il Fiano di Avellino “Sarno 1860” 2015. Un successo enorme per l’azienda guidata da Maura Sarno che, in pochi anni, è riuscita ad ottenere successi su successi, inserendosi di diritto nel gotha nazionale del vino. Sono ben 5 le eccellenze portate a casa per una sola etichetta: i 3 bicchieri di Gambero Rosso, le 4 viti di Vitae, i 5 grappoli di Bibenda, Corona di Touring Club e le Tre stelle di Veronelli. E’ un grande risultato per un’azienda essere inserita in una guida nazionale fra i migliori vini d’Italia, ma metterne d’accordo 5 è il sogno di ogni produttore, sogno che Maura Sarno ha coronato. Con fatica e sacrifici. La piccola produzione di Fiano (20000/25000 bottiglie ) viene prenotata da un anno all’altro , praticamente all’imbottigliamento è tutto venduto e già si pensa all’anno che verrà. In sole 6 vendemmie l’azienda si è posizionata non soltanto fra le migliori interpreti della tipologia Fiano, ma anche fra i più apprezzati e quotati vini d’Italia. “Devo dire che questo è importante per l’intero comparto – sottolinea Maura Sarno -, poiché facendo questi risultati si attira l’attenzione del pubblico nazionale e internazionale su una tipologia, il Fiano, che in questo momento sta riscuotendo un indiscutibile successo”. L’azienda  premiata fin dall’inizio di anno in anno, ha ottenuto, oltre l’eccellenza dalle  guide Italiane anche da guide di importanza mondiale: Robert Parker, Decanter , Winentusiast, Vinous di Antonio Galloni. Quest’anno, come si sa, si è prodotto uno spumante di qualità  pas dosè millesimato 2015 , metodo charmat lungo, 9 mesi di affinamento su fecce fini. “Lo spumante – spiega Sarno – sta riscuotendo grande interesse da parte del consumatore, ed è stato già inserito in carta nei migliori ristoranti ed enoteche sia in Italia che all’estero”. Tenuta Sarno 1860 infatti esporta in 14 Paesi esteri. Poche bottiglie, ma che fanno un gran rumore. Ad maiora, è proprio il caso di dirlo.

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