Impresa rosa: è boom ad Avellino e Benevento

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Rapporto Camera di Commercio di Milano
Imprenditrici in calo

Nuove imprese, Irpinia e Sannio province sempre più rosa. Con Chieti, Campobasso, Frosinone e Isernia, le due province campane occupano le prime posizioni della classifica nazionale dell’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere che fotografa la maggior incidenza di imprese guidate da donne sul totale del tessuto produttivo. Molise, Basilicata e Abruzzo, rileva ancora il rapporto Unioncamere-InfoCamere, sono le regioni in cui il tasso di femminilizzazione raggiunge i livelli massimi, interessando oltre una impresa su 4. Decisamente bene anche Umbria, Sicilia e Calabria, mentre la Campania si colloca appena dietro con 132.124 imprese rosa per un tasso di femminilizzazione del 22.90 per cento. Scendendo ancora nel dettaglio provinciale Terni, Cosenza e Messina sono i tre territori il cui tasso di femminilizzazione è superiore alla media, mentre in valori assoluti la platea delle donne di impresa più numerosa vede ai primi posti Bari, seguita da Bologna e Treviso. A livello nazionale un’impresa su cinque è guidata da una donna per un totale di 1 milione e 321mila, pari al 21,74% del totale delle imprese registrate in Italia. Le imprese rosa sono maggiormente concentrate nel settore terziario  (65,7 del totale) e nel settore primario (agricoltura, silvicoltura e pesca), in cui si concentra quasi il 16,5% delle imprese femminili. Per essere vicini a questo universo fondamentale dell’imprenditoria italiana, è partito ieri, con il doppio appuntamento di Bologna e di Terni, la nona edizione del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, la manifestazione itinerante promossa da Unioncamere in collaborazione con i Comitati per l’imprenditoria femminile delle Camere di commercio. Obiettivo dell’iniziativa è informare, formare e sensibilizzare imprenditrici e aspiranti tali intorno alle problematiche specifiche delle imprese guidate da donne e alle concrete opportunità offerte dal “mettersi in proprio”, nonché creare dei momenti di consenso e di visibilità a supporto dell’occupazione femminile e della diffusione della cultura delle pari opportunità.

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