Se una startup viene accelerata…

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Startup

Accelerare è un verbo intransitivo, derivante dal latino celere, che significa andare più veloce. L’acceleratore dunque è uno strumento utile ad aumentare la velocità di una automobile, di un mezzo in genere e, perché no, di una attività di impresa.

È in questa ottica che sono nati gli acceleratori di startup, ovvero quei programmi (realizzati per lo più in luoghi fisici) pensati e progettati per velocizzare lo sviluppo di imprese, ad alto potenziale di crescita, ma ad elevato rischio finanziario, attraverso una serie di risorse e servizi forniti a sostegno degli imprenditori. L’accelerazione quindi serve a dipanare tutte le difficoltà, strategiche e operative, che si possono manifestare durante la fase iniziale di una neo impresa (o durante la fase di crescita della stessa). I programmi di accelerazione servono spesso a validare l’idea, a testare il team, a individuare le carenze organizzative e a scoprire potenziali partner per lo sviluppo del business o per la ricerca di capitali di investimento. Gli acceleratori non sono un fenomeno nuovo ma sono una evoluzione del modello dell’incubatore poiché cercano di coprire una pluralità di carenze che le startup possono incontrare nel loro percorso di sviluppo. Attraverso l’ausilio di servizi specializzati e l’uso di spazi comuni a più start-up, gli acceleratori hanno il grande merito di contribuire ad accrescere le competenze dei team e a sostenere i business che sapranno incontrare le domande del mercato.

A differenza degli incubatori, gli acceleratori di imprese tendono ad incrementare il valore delle startup, anche alla luce della possibilità di trarre guadagno dalla cessione delle quote di imprese accelerate. In altre parole il rapporto con i neo imprenditori è più duraturo: il successo e il profitto dell’acceleratore è legato alla crescita e all’affermazione delle startup. C’è quindi una comunanza di scopi, di sforzi e di risorse che rende più sostenibile il modello dell’accelerazione rispetto a quello dell’incubazione. Non tutte le esperienze di accelerazione hanno, però, successo. Questo certamente dipende dalle start-up, dato lo stretto connubio fra impresa e business accelerator, ma molto spesso dipende anche dalle caratteristiche degli stessi programmi messi in atto. Di certo è possibile individuare almeno un paio di regole essenziali per una accelerazione di successo:

  1. la qualità dei mentor che vengono offerti alle start-up. Il team di esperti che supporta le imprese a validare le idee e a svilupparle è di fondamentale importanza per il successo del programma e, di conseguenza delle start-up;
  2. gli investitori che ruotano intorno al programma di accelerazione perché una volta validata l’idea è necessario ricevere supporto in termini finanziari per il successo dell’impresa.

Il processo di accelerazione, pertanto, può rappresentare uno step importante per lo sviluppo di una startup, ma non è detto ne garantisca il successo. In molti casi, infatti,  gli acceleratori non producono (plus) valore ma possono aiutare i neo imprenditori a sviluppare in modo consapevole il proprio business. È, però, fondamentale che tra business accelerator e start-up si creino sinergie stabili, ma al contempo è fondamentale che le imprese prendano consapevolezza dell’importanza del ruolo che possono svolgere per gli acceleratori:  sono infatti le neo imprese ad avere un maggiore potere contrattuale. Non a caso si sostiene da più parti che gli acceleratori hanno bisogno di buone imprese più di quanto le buone imprese abbiano bisogno di acceleratori. Gli acceleratori, pertanto, non rappresentano la soluzione a tutti i problemi delle start up, ma possono contribuire al successo delle stesse attraverso un supporto completo al business che permetterebbe loro di eccellere nella competizione globale.

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