Pd, domenica assemblea nazionale: parte il congresso

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Direzione nazionale Pd

L’assemblea nazionale di domenica prossima che si terrà forse a Milano potrebbe segnare l’avvio del congresso del Pd. Da celebrare con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza ad autunno 2017 e che potrebbe concludersi per marzo. Servono infatti almeno un paio di mesi per adempiere ai vari passaggi fissati dallo Statuto del Pd. Passaggi che coinvolgono prima gli iscritti e poi anche i non iscritti. La prima fase “che si conclude con lo svolgimento della Convenzione nazionale, le candidature a segretario nazionale e le relative piattaforme politico-programmatiche” riguarda gli iscritti. Poi ci sono le primarie aperte per il segretario che è anche il candidato premier del Pd, secondo lo Statuto che l’area bersaniana avrebbe voluto cambiare. La fase degli iscritti parte dai circoli del Pd e prevede candidature legate alle mozioni congressuali in campo, insomma ai candidati alla segretaria nazionale. Gli eletti nei circoli passano quindi alla fase delle convenzioni provinciali. In questa fase “vengono presentate le liste dei delegati alla convenzione nazionale, collegate alle candidature alla Segreteria nazionale, ed assegnate proporzionalmente al numero dei voti ottenuti nei circoli”, come si legge nell’ultimo regolamento, quello per il congresso che si è chiuso con le primarie dell’8 dicembre 2013 e l’elezione di Matteo Renzi a segretario. Quindi si arriva alla “convenzione nazionale” che “è composta da: 1000 delegati eletti nelle Convenzioni provinciali. Ad ogni Coordinamento provinciale è assegnato un minimo di due delegati; dai delegati per funzione: il Segretario nazionale e i candidati alla carica di Segretario nazionale; i componenti della commissione nazionale per il Congresso, il Presidente e i componenti la commissione di garanzia”. “In apertura della convenzione -si legge nel regolamento-, la commissione nazionale per il Congresso comunica ufficialmente i risultati delle votazioni svoltesi nelle riunioni di Circolo e determina i candidati ammessi alla seconda fase del procedimento di elezione del segretario nazionale”. Ovvero quella delle primarie. A ogni candidato segretario sono collegate delle liste. Gli eletti, su base proporzionale, vanno a comporre l’assemblea nazionale del Pd. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta alle primarie, il regolamento prevede che si faccia un ballottaggio a scrutinio segreto nell’assemblea nazionale tra i due che hanno ottenuto più voti.

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